La lunga strada di Freddy per scaricare Laura Dean

E’ uscita da pochissimo, tradotta da Caterina Marietti per Bao Publishing la nuova graphic novel scritta da Mariko Tamaki e illustrata da Rosemary Valero-O’Connell.

Laura Dean continua a lasciarmi è arrivata sugli scaffali, non a caso, nel mese del Pride, anche se la sua storia, da una parte, ha tratti universali – non è una prerogativa solo degli adolescenti nè delle persone lgbt rimanere intrappolate in una relazione tossica – e dall’altra è ambientata in uno scenario quasi “post queer” o, a seconda di come lo vogliamo osservare, molto queer. Uno scenario nel quale tutti i giovani protagonisti vivono, già al liceo, le loro relazioni alla luce del sole indipendentemente dall’orientamento sessuale – incuranti dell’occasionale, marginale bulletto – e si muovono in un tessuto sociale molto fluido e friendly che sembra aver superato da tempo la problematizzazione delle identità lgbt. Non a caso siamo a Berkeley, la cui università fu culla di alcuni dei grandi movimenti sociali nati dal ’68 in poi e probabilmente una delle aree più progressiste degli Usa contemporanei.
Se inserisco questa graphic novel nella mia carrellata di letture arcobaleno, è anche per questo. Quando ero un’adolescente nell’armadio, tra la fine degli anni Novanta e i primi Duemila, non mi sarei neanche sognata di trovare facilmente in qualunque libreria italiana un fumetto con protagoniste adolescenti lesbiche (e nel quale, peraltro, non muore nessuna delle due). Oggi siamo di fronte a una nuova generazione di narrazioni, nelle quali la componente lgbt in sè non è più ‘il’ problema o l’argomento principale, e le storie dei personaggi si intrecciano tra loro e si dipanano senza un focus costante sulle definizioni e le etichette,  al contempo con la consapevolezza del percorso di attivismo e di lotte che ha permesso di arrivare a questo grado di integrazione. Io questo lo trovo un sollievo, lo trovo liberatorio, e sono felice che i ragazzini e i giovani di oggi – qualunque siano le identità nelle quali si riconoscono – possano avere accesso a questa varietà di narrazioni.

Di Mariko Tamaki avevo già letto E la chiamano estate, illustrata da Jillian Tamaki; le due cugine canadesi sono state coautrici anche di un’altra graphic novel, Skim, che penso di raccontarvi presto. Il tratto di Jillian Tamaki mi piace molto, ma è stato interessante scoprire anche lo stile morbido e ricco di dettagli di Valero-O’Connell. Le tavole si snodano in una tavolozza di bianchi, neri e grigi intervallati da elementi rosa pesca, e le sue quasi 300 pagine si sbocconcellano piacevolmente come una ciotola di ciliegie mature.
Come accennavo, parliamo di una storia nella quale moltissimi lettori potranno riconoscersi, per esperienza diretta o indiretta – chi non è mai stato invischiato in una relazione un po’ disfunzionale? O non ha mai avuto un’amica incastrata in un rapporto di questo tipo, non violento a livello fisico ma estenuante e dannoso a livello psicologico?

Frederica, detta Freddy, ha 17 anni, ma quello che le succede tra queste pagine capita anche a persone molto più adulte.  La nostra protagonista, da circa un anno, è fidanzata in modo intermittente con Laura Dean, una ragazza iper-popolare del suo liceo, che continua a scaricarla, svolazzare di fiore in fiore e poi tornare a cercarla quando, in sostanza, non ha di meglio da fare nei ritagli del suo tempo.  Laura Dean è un’adolescente francamente insopportabile: piena di sè, sfuggente, manipolatrice, senza un briciolo di empatia e sicura che il proprio fascino irresistibile basterà sempre a farla perdonare. Purtroppo Freddy ci sta sotto. Lei vorrebbe una partner affidabile, emotivamente disponibile e possibilmente monogama. Questo libro racconta il percorso che la porterà, inevitabilmente, ad accettare che questa relazione non fa per lei.

La narrazione inizia con la protagonista che viene lasciata per la terza volta, con tanto di pubblica umiliazione poi diffusa online, al ballo di San Valentino della scuola.  E’ circondata da amici tenerini e in gamba che le stanno vicini e ad ogni rottura tra Freddy e la fidanzata cercano, con tatto, di consolarla e farle capire che forse quella relazione non è il massimo a cui aspirare per lei.
Chiede aiuto a una (esilarante) veggente e scrive ad una rubrica di consigli sentimentali, riepilogando passo dopo passo gli alti e bassi della sua vicenda con Laura.  Nel frattempo anche ai suoi migliori amici succedono cose, ma lei è troppo presa dalla spirale di disponibilità repentina/indisponibilità e bugie di Laura e alle dinamiche on/off della loro storia per riuscire a prestare attenzione anche a loro.  Finalmente un episodio diventa la goccia che fa traboccare il vaso – o forse la ciliegina sulla torta della sua sopportazione. La risposta della rubrica del cuore, alla fine, arriva, ad accompagnare e quasi a chiosare la scelta compiuta da Freddy. Una risposta aperta e non paternalistica. L’amore è un casino, risponde, in sostanza, la colonnista. Amarsi è difficile, lasciarsi è difficile, a qualunque età. Ma che sia poliamoroso o monogamo, l’amore non dovrebbe essere solo un ‘dare’ unilaterale, dovrebbe essere qualcosa che contribuisce a renderti una persona migliore, o addirittura una persona felice. Quello che Freddy deve capire è quale sia la scelta giusta per lei, non quella giusta in assoluto.

Ho letto qua e là recensioni di Laura Dean continua a lasciarmi che criticano il poco spessore dato al personaggio di Freddy, che – anche per esigenze di copione – sembra essere definita solo in relazione alla sua…relazione. Indubbiamente le relazioni – quella sentimentale ma anche quelle intense e significative con gli amici – sono al centro di questa narrazione. Tutti i personaggi – anche alcune, riuscitissime comparse – sono definiti con uno stile minimalista, si intravedono elementi del loro carattere, del loro immaginario dai loro scambi di battute stringati, che non diventano mai monologhi ma spesso intrisi di una tenera, profonda ironia verso il mondo che li circonda.

Un dettaglio di sfondo che mi ha fatto spesso sorridere sono stati i dialoghi dei pupazzi. Freddy e Doodle, la sua migliore amica, come hobby comprano vecchi pupazzi e bambole nei mercatini dell’usato e poi li riassemblano in modo creativo, dando vita a creature inedite, diciamo, come un orsetto reso dea Kalì dalle braccia di un paio di Barbie. Creature che, ogni tanto, commentano le disavventure della loro proprietaria come un benevolo coro greco.

Tamaki, M., Valero-O’Connell, R. (2020). Laura Dean continua a lasciarmi. Bao Publishing

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