“In scena” emozioni sul palco e dietro le quinte

Amiche e amici immaginari, con questo post inauguriamo una mini serie di recensioni legate – in vari modi – alle tematiche LGBTQ, dato che siamo nel mese dei Pride. Quest’anno non ci potranno essere manifestazioni di piazza, e tanto più per questo volevo condividere con voi qualche spuntino di lettura interessante che si ricolleghi a questo ambito.

Come sapete se avete già leggiucchiato il blog, non sono una grande fan dei libri di narrativa per ragazzi palesemente didascalici e didattici oppure che inquadrano una questione unicamente nei termini di un problema. Se tutta la prima – coraggiosa – generazione di testi per ragazzi che ha toccato  l’omosessualità e temi analoghi, comprensibilmente e, direi, giustamente ha rotto il silenzio parlando di coming out difficili, di scontri generazionali, di omofobia e ponendo questi elementi al centro della narrazione, oggi ci troviamo di fronte ad una produzione letteraria più variegata e che inizia a riflettere i cambiamenti che sono avvenuti, gradualmente, negli ultimi decenni in varie parti del mondo.  Non viviamo in un mondo tutto rose e pancake al mirtillo, l’omofobia – esterna ed interiorizzata – esistono ancora, eccome, e il luogo dove si nasce e cresce possono fare una differenza enorme. In alcuni casi, quel luogo può fare la differenza tra la vita e la morte. Ma qualcosa sta migliorando, e personalmente è un sollievo vedere che anche le rappresentazioni nella narrativa si stanno differenziando. Sempre più spesso, anche quando è presente un personaggio queer – o più di uno – la sua identità sessuale non è più il focus principale della storia. Molti autori hanno iniziato a rispecchiare di più la realtà, e il fatto che l’identità sessuale o di genere non sia l’unica caratteristica di una persona, e che quella persona possa fare ed essere anche molto altro nella vita.

Congratulazioni, avete superato il mio pippozzo iniziale! Ora possiamo andare a scoprire In scena! di Raina Telgemeier. In italiano lo trovate edito da Il Castoro; nell’immagine qui sopra vedete l’edizione inglese che ho letto io (della Scholastic). Di Telgemeier vi avevo già raccontato nel periodo di Halloween: qui trovate la recensione di Fantasmi.

Protagonista di questa coloratissima graphic novel è Callie, che frequenta la seconda media ed è (insieme alla sua amica Liz) una ragazzina che sicuramente avrei voluto come amica a quell’età. Callie è un personaggio invidiabile per la sua età, perchè è una persona che – anche se sta, come è naturale che sia, esplorando se stessa e dove vuole andare –  ha già alcuni interessi e valori ben definiti, per i quali si spende con energia. Sfoggia senza timore una bellissima chioma viola, ha una passione per la scenografia – scoperta grazie al gruppo scolastico che si occupa del backstage degli spettacoli teatrali messi in scena ogni anno -, non le interessano particolarmente i giudizi dei ragazzini più ‘popolari’ e investe molto nelle sue amicizie.
In scena! mette al centro le relazioni e le emozioni di un gruppo di ragazzi tra i 12 e i 14 anni nella loro vita quotidiana. Tutti loro vivono sentimenti e situazioni variegati, che in molti casi li accomunano: le prime, intense cotte non corrisposte e la tristezza di sentirsi rifiutati, le insicurezze e l’entusiasmo verso ciò che più si ama fare, i litigi e gli spazi di condivisione profonda con gli amici più cari, la ricerca di uno spazio nel quale essere se stessi, dare il proprio meglio e risplendere. E ancora, le dinamiche scolastiche, il gossip, la complessa e brulicante rete di interazioni con i coetanei e gli insegnanti.

La cornice narrativa è quella del teatro, e avendo lunghi trascorsi nel teatro fin da ragazzina, questo elemento non poteva che attrarmi. Però, mentre molte narrazioni su e per ragazzi raccontano le emozioni del palco vissute dal punto di vista di chi recita, canta o danza, in questo caso Telgemeier ci porta nel retro e ci fa vedere l’impegno e l’energia di questo affiatato e appassionato gruppo di giovani “tecnici”.

Questo libro contiene, e racconta con delicatezza e rispetto (verso i giovani protagonisti, si intende, e verso i giovani lettori che potrebbero provare le stesse cose), anche le storie di alcuni ragazzini che stanno scoprendo il loro orientamento omosessuale, il cui percorso di scoperta si intreccia, attraverso l’amicizia e il comune coinvolgimento nelle attività teatrali, con quello di Callie.  Uno dei punti di forza di questo romanzo a fumetti, a mio vedere, è che questo tema non prevale sugli altri e non viene presentato come un problema nè viene affrontato, di per sè, in toni drammatici.
Telgemeier tratteggia i suoi personaggi e dà loro vita quasi con tenerezza, con molta cura per i dettagli, riuscendo a trasmettere, attraverso le sue pagine, toni, umori, sensazioni di personaggi molto differenti.
I percorsi di Justin e Jesse, fratelli tra loro ed amici di Callie, si intersecano in modo armonico con il complesso della trama, con le vicende degli altri ragazzini, e al contempo le storyline che li riguardano hanno il loro spazio, il loro giusto respiro. Justin è più estroverso e vivace e si capisce che, pur essendo molto giovane, ha già una certa consapevolezza e una relativa sicurezza di sè anche riguardo al suo orientamento affettivo e sessuale. Jesse è il suo gemello, dalla personalità più riservata, apparentemente più insicuro. Anche lui sta scoprendo che gli piacciono i ragazzi. Si trova in una fase differente rispetto a Justin, è in ascolto delle proprie emozioni ma non si sente ancora di parlarne, così come non si sente di cantare su un palco, per quanto ami la musica.  In scena! fotografa una manciata di settimane di un anno scolastico e il lento costruirsi di nuove amicizie e legami che coinvolgono anche Justin e Jesse. Non ci sono momenti drammatici di rivelazione, o meglio, ci sono delle scene importanti di apertura e di comunicazione, ma non sono rese in modo eclatante o drastico – fanno parte del tessuto, in continuo movimento, delle relazioni tra i giovani protagonisti. Tutte le esperienze dei ragazzi sono in divenire, non si concludono qui nè trovano un’etichettamento o una definizione rigida all’interno del racconto.

Il focus principale della narrazione rimane su Callie, sulle sue avventure e disavventure nella preparazione dello spettacolo, sul suo rapporto irrisolto con il ragazzo che le piace ma che la calcola in modo intermittente, sull’evoluzione della sua amicizia con Justin e Jesse, ma anche con la spumeggiante e determinata Liz, la sua migliore amica, appassionata di sartoria teatrale. In scena! è un gradevole e rinfrescante racconto corale, nei cui personaggi molti giovani lettori potranno identificarsi, e tanti lettori adulti potranno ritrovare parti di sè.  Quello della Eucalyptus Middle School è un contesto accogliente e in queste pagine non vengono accennati temi come quello del bullismo omofobico. Quei giovanissimi lettori che si stanno, magari, ponendo domande simili a quelle di Jesse potranno rispecchiarsi in lui e sentirsi rassicurati dall’idea che l’amore (con i suoi alti e bassi) sia un’esperienza universale e che nel mondo – compreso lo spazio importantissimo dell’amicizia tra coetanei – c’è e ci sarà spazio anche per loro.
Una lettura in classe, accompagnata da un insegnante, nel contesto di lezioni sull’affettività e la sessualità nella scuola media inferiore, potrà essere utile per mettere a fuoco alcuni concetti che nel testo sono impliciti o accennati, per riflettere insieme e  per rispondere alle curiosità degli studenti.

Telgemeier, R. (2018). In scena! Il Castoro editore.
Età consigliata: dai 12 anni.

 

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