Chilling Adventures of Sabrina, parte 2: l’adolescenza da strega è più complicata

Cari amici amanti (in segreto e non) del genere teen horror/family drama con risvolti soprannaturali, è uscita la seconda parte di Chilling Adventures of Sabrina e niente, l’ho già vista tutta. Non potevo resistere, dovevo scoprire quali teorie dei fan si sarebbero realizzate.
Questa è una raccolta di pensieri a caldo, naturalmente soggettivi, e contiene alcuni SPOILER, quindi proseguite a vostro rischio e pericolo!

L’acronimo della serie è CAOS, e questo secondo blocco di episodi è piuttosto caotico. Come è comprensibile che sia, i primi 11 episodi ci hanno introdotto al mondo di Sabrina: ci hanno presentato i personaggi, offerto una prima serie di elementi sul loro passato e i nodi irrisolti di ciascuno, dandoci una prima idea del contesto nel quale si muovono, delle istituzioni di cui fanno parte, in modo più o meno problematico.

La prima parte della serie si è concentrata molto sul passaggio cruciale della protagonista che ha scelto, tra vari conflitti interiori ed esterni, di firmare il Libro della Bestia e diventare un membro a pieno titolo della Church of Night. Nel fare ciò, gli autori hanno dedicato molto spazio a delineare l’universo nel quale la giovane strega si muove, in particolare indagando sulle sue relazioni familiari e con gli amici babbani.

Nella seconda parte assistiamo ad una sorta di ‘scatto di crescita’ di Sabrina: la nostra streghetta ora ha pieni poteri ed energie che deve imparare a controllare, e ne è consapevole. La vediamo in preda ad una fase di cambiamento ed assestamento, oscillante tra atteggiamenti arroganti e di sfida e la paura della nuova forza di cui è portatrice. Una forza che le proviene da Satana (aka The Dark Lord, che, ricordiamo, continua a non essere Voldemort), potenzialmente pericolosa per gli amici mortali, che quindi Sabrina tende – dolorosamente – ad allontanare.

Questa nuova fase porta la teenager ad avvicinarsi con maggiore curiosità alla dimensione magica della sua nuova vita, frequentando con più assiduità l’Accademia delle Arti Oscure, per la gioia e l’orgoglio di zia Zelda, che nel frattempo è tornata ad insegnare due o tre materie ed è, quindi, sempre sullo sfondo nelle scene scolastiche, pronta a coprire le spalle di Sabrina, data la sua tendenza a cacciarsi nei guai e ad essere poco diplomatica con i Super Cattivi al Potere.

Nel frattempo, Satana inizia a visitare la giovane strega chiedendole di dimostrare la sua fedeltà e sfidandola a compiere ciò che le viene richiesto. Sabrina deve fare i conti repentinamente con questo suo nuovo lato oscuro, e tutto il tono della narrazione si fa, effettivamente, ancora più oscuro e inquietante (niente che non possiate reggere e apprezzare se siete fans di Buffy). Come ha detto Lucy Davis (zia Hilda), sembrava impossibile che la serie diventasse più dark, considerando che nelle prime puntate abbiamo già visto un bambino arrostire in forno, invece è possibile, sì.

Anche se la protagonista è più indipendente nel modo di affrontare le proprie sfide,  ad affiancare Sabrina in questo percorso troviamo sempre le zie (che sono ufficialmente the best), il cugino Ambrose oltre che, tra alti e bassi, gli amici del liceo e l’enigmatica e divertente Ms Wardwell/Madam Satan, ovvero Lilith, combattuta a sua volta tra la lealtà a Satana e il risentimento verso Satana stesso, che la porterà a schierarsi, alla fine, dalla parte di Sabrina e del suo team.

Il triangolo amoroso adolescenziale che i vari teaser ci avevano fatto presagire si concretizza, ma si snoda in modo meno banale di quanto potessimo prevedere. La situazione con Harvey, l’ex della strega teenager, si fa più tesa e poi sembra ridefinirsi, con la complicazione del nuovo legame tra Harvey stesso e Roz.
Nick, giovane e aitante mago, è palesemente cotto di Sabrina e la corteggia in modo costante ma tutto sommato non troppo pressante, diventando, di fatto, la sua spalla principale – una spalla apparentemente affidabile e rispettosa. Non mancano le ombre in questa nuova relazione ma, nel complesso, Nick è una new entry tollerabile nella Scooby Gang di Sabrina.

Gli amici del liceo mantengono con la giovane strega una relazione significativa, tra alti e bassi. Inizialmente  intimoriti  dopo il ‘coming out’ e gli ultimi disastrosi eventi (che hanno incluso la resurrezione del fratello di Harvey sotto forma di zombie), ma  desiderosi di non spezzare il legame con Sabrina, Roz, Harvey e Susie (che nel frattempo ha intrapreso una transizione di genere e si fa chiamare Theo) al momento giusto sapranno superare le proprie paure e scendere in campo al fianco dell’amica con tutte le loro energie e le loro risorse.

Le vere protagoniste della serie rimangono, per me, le eccentriche e fantastiche zie Hilda e Zelda, la cui energia materna e stregonesca yin e yang sostiene non solo Sabrina nella sua transizione, ma arricchisce di profondità, sostanza e risvolti umoristici l’intera serie. Praise Satan, o forse dovrei dire, Praise Lilith. Se Zelda aveva guadagnato un posto di rilievo nel vostro cuoricino, inizialmente potreste sentirvi destabilizzati da una sua terrificante mossa strategica, che si rivelerà un epic fail, ma abbiate fiducia: a lungo termine, Auntie Zee ha la testa e il cuore al posto giusto e potremo contare su di lei all’avvicinarsi dell’Apocalisse.
Personalmente, mi aspettavo ancora più interazione tra Zelda e Sabrina, e in parte sono rimasta delusa, dato l’eclissarsi di Zelda a metà percorso. Confido nel fatto che le fanfiction provvederanno a colmare alcuni gap della narrazione: ad esempio, quasi non vediamo la reazione di Sabrina all’annuncio del matrimonio della zia con il preside/sacerdote/nemesi Blackwood; mi aspettavo più conflitto su questo prima del matrimonio stesso, mentre lo scontro si riduce a poche, durissime battute sarcastiche prima e dopo, senza che Zelda dia spazio a Sabrina per un reale confronto, come nei peggiori momenti della relazione tra le due streghe. Del resto, questo è uno dei momenti peggiori, in generale. Così come è destabilizzante il temporaneo distacco della matriarca Spellman, vittima di un incantesimo rincitrullente e di controllo della mente a firma del neo marito, proprio nel momento in cui entrambi i nipoti avrebbero bisogno di essere difesi con le unghie e con i denti come quasi solo lei sa fare. Per fortuna Sabrina può contare su un’intera squadra nel (prevedibile) scontro finale con Lucifero, e l’inevitabile vittoria sarà frutto di uno sforzo collettivo.

D’altro canto, Hilda ottiene molto più spazio in questi nuovi episodi, ed è semplicemente favolosa. Oltre a deliziarci con una serie di espressioni (facciali e verbali) divertentissime, Hilda ci conferma ciò che avevamo sospettato: la sua dolcezza non nasconde una debolezza di carattere, bensì  forza, poteri e determinazione pari a quelli della sorella. Hilda si ritrova a fare temporaneamente da genitore single a Sabrina e dimostra di saper gestire le sue impennate adolescenziali senza perdere il dono dell’empatia e dell’intuizione che la contraddistinguono e vivendo al contempo una nuova love story con un demone. E di saper tirare fuori le armi più affilate ed astute in caso di necessità.

Un aspetto interessante di CAOS per i non adolescenti è, a mio vedere, il fatto che anche i principali personaggi adulti abbiano delle loro storyline e delle traiettorie non scontate, nè secondarie rispetto a quella della protagonista.
Anche se le zie hanno almeno 200 anni (e Madam Satan è probabilmente vecchia come il mondo), la loro storia è ancora in larga parte da scrivere. Sono personaggi nel mezzo del cammin di nostra vita, che procedono per tentativi ed errori, vanno in crisi, hanno  ancora progetti da realizzare, risolvono problemi ma non hanno tutte le risposte. Come avevo sottolineato nella recensione della prima parte della serie, la relazione tra generazioni è molto dinamica e le influenze viaggiano in entrambe le direzioni. Questo è particolarmente chiaro nella relazione tra Zelda e Sabrina, conflittuale ma intensa, per me una delle più interessanti e sfaccettate. Gli adulti, oltre a commettere errori, non sono di pietra, non sono inamovibili. Se vediamo che al centro delle preoccupazioni di Zelda c’è la missione di proteggere e guidare Sabrina in un mondo pericoloso e violento, dall’altra parte la strega teenager non fa altro che spingere Zelda a mettere in questione la sua fede nella struttura della congrega.

Sabrina rifiuta e denuncia sempre di più, con tutto lo sdegno sacrosanto dei 16 anni, le ingiustizie, le ipocrisie del sistema nel quale la sua famiglia è profondamente radicata; e fa pressione continua sulla madre (zia), la sfida apertamente perchè ammetta di essere dalla sua parte. Se Zelda, segretamente, condivide gran parte delle idee di Sabrina ed è orgogliosa della sua determinazione e intelligenza critica, dall’altra è molto più consapevole di quanto sia rischioso stabilire un punto di rottura con la congrega, e mira, invece, ad assumere più potere per riformarla dall’interno.

Un aspetto molto heartwarming di questi nuovi episodi è la ritrovata sintonia all’interno della diade delle streghe più anziane. Vediamo, ora, un lato differente della loro complessa relazione: più complici e tenere tra loro, di maggiore supporto l’una all’altra, Hilda e Zelda agiscono come alleate nel tenere insieme – e viva –  l’alternativa famiglia Spellman e al contempo tenere d’occhio la situazione degenerante della loro congrega.

A proposito di famiglia alternativa, scopriamo nuovi elementi, per quanto non ancora risolutivi, sia sulla morte dei genitori di Sabrina, sia sulle circostanze stesse che hanno portato alla sua nascita. Pare che la nostra streghetta bionda sia figlia di Lucifero in persona, e questo senza dubbio rende gli Spellman una famiglia, come dire, ancora meno tradizionale di quanto già non sapessimo.

Di Leticia, cicciosissima streghetta bebè, figlia di Blackwood, rapita da Zelda alla fine della stagione precedente, fino alla fine sappiamo poco, e anche alla fine il suo destino è incerto, povera gioia: il suo ricongiungimento con il padre naturale non è una buona notizia. In compenso vediamo un approfondimento della relazione (tossica) tra Blackwood e la figlia segreta Prudence, fino al penultimo istante soggiogata e turlupinata dal padre, probabilmente per un disperato bisogno di trovare una sua identità. Prudence è un personaggio ambiguo, e per questo abbastanza interessante; la sua lealtà oscilla molto tra soggetti diversi.

Detto ciò, ci sono alcuni elementi eye-roll inducing, o, se preferite, che fanno sospirare e invocare una camomilla o altre sostanze calmanti per gli autori.

Il ritmo dei nuovi episodi è decisamente più serrato, quasi a rispecchiare il subbuglio del cambiamento interiore di Sabrina. Troppo serrato per i miei gusti. Succedono troppe cose, troppo velocemente, e questo naturalmente non aiuta Sabrina, impulsiva per natura, per età e per colpa degli esplosivi poteri conferitile da Satana, a prendere le decisioni migliori.  Questa seconda parte della serie è più incentrata sull’azione e sulla comunità magica, e ci sta. Singolarmente, le sfide, i problemi, le trovate introdotti via via nel corso degli episodi reggono abbastanza; ciò che stanca è la velocità alla quale vengono introdotti. Personalmente, credo che la narrazione sarebbe più piacevole con un ritmo leggermente più lento e senza continue (e talvolta prevedibili) rivelazioni che capovolgono continuamente la visione delle cose e la strategia dei protagonisti.  A fare da contraltare al ritmo caotico, troviamo una piccola collezione di adorabili momenti e dettagli umoristici che richiamano alla memoria gli universi di Harry Potter o di Buffy o altri ancora. Il celebre e consolidato meccanismo dell’accostamento tra elementi magici  tradizionali ed elementi del mondo contemporaneo si conferma di grande successo.

Tra i temi al centro di questa stagione troviamo, come nell’introduzione, sesso, relazioni di genere,  politica e religione. La battaglia chiave che Sabrina e la sua tribù si troveranno a combattere è quella contro la profonda misoginia, la violenza repressiva, la xenofobia e il tradizionalismo oscurantista che permeano l’istituzione stessa della Chiesa della Notte, rafforzati e portati all’estremo dal leader Faustus Blackwood. Ecco, nonostante questo tema sia profondamente rilevante per me, ed importante da introdurre all’interno di una serie popolare e dall’ampio target di pubblico, trovo che sia sviluppato in modo troppo poco sottile. E’ vero che anche fuori dal mondo delle streghe ci troviamo, oggi, a fronteggiare attacchi ai diritti e alla parità di genere in modo sempre più esplicito e sguaiato da parte dei Blackwood e delle Blackwood de noiartri.  Così sguaiato che quasi non ci sembra vero.
Tuttavia, la narrazione di Sabrina potrebbe beneficiare di un maggiore uso delle sfumature. I Super Cattivi sono troppo smaccatamente  senza filtri, viscidi e perfidi nella loro difesa strenua del patriarcato. La lotta che vede in prima linea Sabrina – e nelle retrovie Zelda e una serie di altri aiutanti positivi – è totalmente condivisibile, ma il quadro potrebbe essere delineato con una maggiore complessità. E’ da dire che, a parziale compensazione, una serie di personaggi maschili, come il cugino Ambrose, Harvey e lo stesso Nick tra gli altri, assumono un ruolo sempre più significativo e positivo. Non ricadiamo, quindi, thank Satan, in una situazione manichea del genere “tutti i maschi sono dei cattivoni e le femmine guerriere che salvano il mondo”.

Se siete arrivati fin qui o avete già visto la serie completa o siete incuranti degli spoiler, per cui non ho paura di nominare quella che per me è la vera notizia bomba del finale. Non la presunta parentela di Sabrina con Satana, non il fatto che il suo moroso sia finito all’inferno con Madam Satan per salvare il mondo.

No, per me la svolta per la quale vale la pena di seguire Sabrina e i suoi amici attraverso le turbolenze di questa seconda infornata di episodi è che Zelda diventerà High Priestess, somma sacerdotessa di una nuova congrega, che non avrà più al suo centro la venerazione di Lucifero, e che con ogni probabilità avrà tutt’altra impostazione rispetto alla Chiesa della Notte. Le mie streghe di mezza età preferite diventano libere professioniste e si preparano a prendere in mano il potere e la guida morale di una nuova comunità magica. Un vero e proprio cambiamento di paradigma è all’orizzonte: dopo secoli vissuti all’interno della costrittiva e per molti versi totalizzante struttura della Chiesa della Notte, gli Spellman si affacciano ad una nuova vita, ancora tutta da definire, sicuramente più libera, non necessariamente più semplice.

Un aspetto interessante di CAOS per i non adolescenti è, a mio vedere, il fatto che anche i principali personaggi adulti abbiano delle loro storyline e delle traiettorie non scontate, nè secondarie rispetto a quella della protagonista.
Anche se le zie hanno almeno 200 anni (e Madam Satan è probabilmente vecchia come il mondo), la loro storia è ancora in larga parte da scrivere. Sono personaggi nel mezzo del cammin di nostra vita, che procedono per tentativi ed errori, vanno in crisi, hanno  ancora progetti da realizzare, risolvono problemi ma non hanno tutte le risposte. Come avevo sottolineato nella recensione della prima parte della serie, la relazione tra generazioni è molto dinamica e le influenze viaggiano in entrambe le direzioni. Questo è particolarmente chiaro nella relazione tra Zelda e Sabrina, conflittuale ma intensa, per me una delle più interessanti e sfaccettate. Gli adulti, oltre a commettere errori, non sono di pietra, non sono inamovibili. Se vediamo che al centro delle preoccupazioni di Zelda c’è la missione di proteggere e guidare Sabrina in un mondo pericoloso e violento, dall’altra parte la strega teenager non fa altro che spingere Zelda a mettere in questione la sua fede nella struttura della congrega. Sabrina rifiuta e denuncia, con tutto lo sdegno di una 16enne, le ingiustizie, le ipocrisie del sistema nel quale la sua famiglia è profondamente radicata; e fa pressione continua sulla sua figura materna, la sfida apertamente perchè ammetta di essere dalla sua parte. Se Zelda, in fondo, condivide molte delle critiche di Sabrina ed è orgogliosa della brillante nipote, dall’altra è molto più consapevole di quanto sia pericoloso esporsi, stabilire un punto di rottura, e mira, invece, ad assumere più potere per riformare la congrega dall’interno.

Per questo, nonostante i punti di debolezza di questi nuovi episodi, ora non vedo l’ora di scoprire cosa “CAOS – parte 3” avrà in serbo per noi.

 

Fonte dell’immagine: Netflix.

 

 

 

 

 

 

 

 

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