Non tutti i bambini nascono sotto lo stesso cavolo

C’era una volta, in un regno lontano lontano che in realtà era una repubblica, un governo un po’ becero, eletto da un popolo sfavato e, forse, confuso sui suoi valori di fondo condivisi.

Non era tutto perfetto, in questo regno, e non sempre tutti andavano d’accordo, ma era un paese che andava avanti, attraversando i cambiamenti del mondo circostante e trasformandosi nel corso della storia.

Non molti anni prima, aveva fatto dei passi avanti per tutelare tutti i suoi cittadini, piccoli e grandi, maschi e femmine. Grazie all’impegno di tante donne e uomini, aveva aggiornato il suo diritto di famiglia e approvato nuove leggi, come quella sul divorzio. Aveva sottoscritto molti accordi internazionali sulla protezione dei diritti umani.

In tempi più recenti, nonostante molte difficoltà e litigi, i suoi governanti si erano resi conto che esistono tanti tipi di famiglie, e avevano iniziato a prendere delle misure per dare una tutela, sia pure incompleta, a quelle che in precedenza non ne avevano proprio. Non per tutti andavano bene questi cambiamenti: ogni passo in avanti era accompagnato dalle proteste di coloro che si sentivano a disagio nello scoprire che la realtà intorno a loro era più complessa e sfaccettata di quello che credevano. O che credevano che fosse giusto che tutto rimanesse uguale, in base a ciò che era stato loro insegnato.

Finchè un giorno, il nuovo governo un po’ becero decise di rimescolare le carte, o almeno di minacciare di farlo; iniziò a fare proclami e a comportarsi come se volesse fare dei passi indietro e a mettere in questione quei diritti che erano stati conquistati nel passato.
Sarebbe bello che fosse tutto solo una fiaba, con un climax drammatico ma a lieto fine. Invece episodi come quello del Congresso Mondiale delle Famiglie di Verona, che si svolgerà dal 29 al 31 marzo, appartengono alle pagine della  cronaca contemporanea.
Potete saperne di più su programma e relatori qui, qui e qui.
Ora, la libertà di pensiero esiste.  Una serie di organizzazioni integraliste religiose, di varie religioni, che hanno in comune il fatto di essere antiabortiste, ostili verso la parità di genere, fortemente omofobe, fondamentalmente legate all’estrema destra,  e che comprendono tra le loro fila attivisti e figure che hanno attivamente operato contro alcuni diritti umani, vuole radunarsi. Possono farlo, se non rappresentano fisicamente una minaccia per qualcuno.
La cosa preoccupante e grave  è che ci sia un appoggio istituzionale a questo raduno. Istituzionale nel senso delle nostre istituzioni, quelle che in teoria ci rappresentano. La notizia delle ultime ore è che pare  sia stato revocato il patrocinio della Presidenza del Consiglio. Bene. Rimane il patrocinio delle Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia, quello del Ministero della Famiglia e il supporto della Città e della Provincia di Verona. Rimane il fatto che parteciperanno – pare –  il Ministro dell’Interno, quello della Famiglia, quello dell’Istruzione, i governatori di Veneto e Lombardia, oltre a svariati leader della destra e al senatore Pa-Pillon. Tutti insieme allegramente a celebrare la famiglia naturale, concetto peraltro aborrito dagli antropologi.
Preoccupante e grave perchè questo significa avallare esplicitamente – ed esprimere simpatia per – teorie e pratiche politiche in molti casi contrarie ai diritti umani e che virano pericolosamente in direzione contraria rispetto alle evoluzioni della società e delle leggi dai primi anni Settanta a oggi.
Personalmente sono molto affezionata ai diritti sociali e civili che la mia generazione ha ereditato da quella immediatamente precedente, nonchè a quelli che stiamo vedendo affermarsi, a fatica, negli ultimi anni.
Tra pochi mesi – se tutto andrà bene – diventerò madre. Uno dei miei compiti, una delle migliaia di cose nuove che dovrò imparare sarà, sicuramente, quello di proteggere mia figlia dall’impatto di queste derive, diciamolo, simil-fasciste; e allo stesso tempo di spiegarle, quando potrà capire e senza angosciarla, il come e il perchè di tutto questo.
Non credo che sarà difficile rispondere alle domande su come nascono i bambini e da dove arriva lei. Credo che sarà più difficile spiegarle che esistono persone che disprezzano famiglie come la sua o simili alla sua, in generale non del Mulino Bianco. Oltre a tante altre follie e contraddizioni del mondo adulto, ok.
In attesa di tempi meno sguaiati, possiamo tutti continuare ad esistere, a camminare per la strada per mano a chi amiamo, a discutere delle notizie e di quello che pensiamo con chi incontriamo. E a raccontare ai bambini che ci sono affidati – figli o alunni, per esempio – che il mondo è complesso e ricco di diversità, che non è tutto bianco o nero.
Possiamo farlo anche attraverso i libri, e quindi – visto che su questo blog di libri parliamo – ecco una piccola carriola piena di albi adatti anche ai più piccoli che raccontano le sfumature che esistono nella realtà, riguardo alle famiglie. Non è una lista esaustiva, naturalmente, e si tratta in tutti i casi di albi illustrati, adatti a bambini dai 3-4 anni in su (in alcuni casi, anche meno).
Questo genere di libri non rientra propriamente nella sfera della narrativa, che di solito consideriamo la letteratura per eccellenza. Io li considero come il corrispettivo per l’infanzia della manualistica. Esistono i manuali di auto-aiuto, quelli per costruirsi una serra nel giardino, e quelli per conoscere meglio alcuni aspetti delle società umane (la propria o un’altra). Sono inevitabilmente didascalici nel concept – il che non esclude che possano essere prodotti gradevoli e di qualità. Hanno un obiettivo esplicito e, per me, sono onesti in questo. E sono necessari, su temi verso i quali circolano ancora confusione, imbarazzo, forse per qualcuno paura. Scoraggiante che siano ancora così necessari? Forse un po’, ma è confortante che ci siano.
Alcuni libri funzionano come dei “cataloghi” che spiegano molte delle diverse conformazioni che possono avere le famiglie.
Lo Stampatello ha portato in Italia due albi, a mio vedere adorabili, delle britanniche Mary Hoffman e Ros Asquith: Il grande grosso libro delle famiglie e Benvenuti in famiglia. Anche se la struttura dei due testi è differente, gli ingredienti che hanno in comune sono uno stile tenero e umoristico, uno spirito irriverente ma rassicurante e uno sguardo molto trasversale (e politicamente corretto) che abbraccia tante intersezioni e situazioni diverse della contemporaneità. Oltre a rappresentare tanti percorsi diversi di formazione e trasformazione di una famiglia – dai genitori single alle famiglie ricomposte, all’affidamento e all’adozione, alle coppie omogenitoriali –  Hoffman e Asquith ritraggono provenienze culturali, stili di vita e classi sociali differenti, diverse abilità e tanto altro.
Ha caratteristiche simili l’albo In famiglia!Tutto sul figlio della nuova compagna del fratello della ex moglie del padre…e altri parenti delle autrici tedesche Alexandra Maxeiner e Anke Kuhl, edito da Settenove. Anche in questo caso, illustrazioni deliziosamente buffe ci conducono in un excursus che parte dalla preistoria per raccontare come gli umani, al pari di altri animali, tendano a vivere in gruppo per proteggersi, nutrirsi e aiutarsi a vicenda, per poi arrivare a disegnare le intricate linee genealogiche e non e la ricca, anche se non tradizonale rete di relazioni che collegano una serie di bambini e gli adulti delle loro vite.
Una versione di questo format adatta anche ai più piccoli è quella di Tante famiglie, tutte speciali di Rachel Fuller, edito da Gribaudo, che, con alette, finestrelle ed elementi mobili ci guida a scoprire le tante differenze tra una famiglia e l’altra.
Famosissimo in questa categoria (allargata è Piccolo Uovo, di Francesca Pardi, con illustrazioni di Altan, edito da Lo Stampatello. Diventato celebre nel mondo per le diatribe e le polemiche (alquanto allucinanti, o forse conseguenza di allucinazioni) sorte dopo la sua diffusione, questo albo molto immediato e adatto anche a bambini di 3 o 4 anni accompagna un ovetto curioso alla scoperta di vari tipi di famiglia, tutte diverse ma tutte amorevoli, in attesa di dischiudersi e scoprire quale, tra le tante, sarà la sua.
Fil rouge di questi testi è l’idea che non esista un modello idealizzato al quale le famiglie si debbano adattare, ma che la realtà stessa sia plurale e che quello che conta non è la forma, ma la sostanza delle relazioni e del sostegno che una famiglia sa dare ai suoi cuccioli (pennuti, nel caso di Piccolo Uovo).
Altri albi – ne nomino alcuni tra quelli che ho conosciuto da vicino, ma ne esistono una varietà – raccontano specifiche realtà. Il ricco catalogo de Lo Stampatello, per esempio, include Due nidi di Laurance Anholt e James Coplestone, cui protagonista è una famiglia pennuta che va incontro ad una separazione e alla successiva riorganizzazione della vita; Una giornata speciale, di Amaltea e Giulia Orecchia, nel quale i tre fratellini Sofia, Anna e Vladi raccontano la strada che hanno fatto per arrivare nella loro famiglia attuale, quando avevano cinque, tre e due anni; Una mamma e basta, di Francesca Pardi e Ursula Bucher, nel quale Camilla racconta della sua famiglia, composta da lei, sua mamma e il suo cane Gimmy, e non meno felice e completa di altre.
Sempre sul tema dell’adozione – ma anche, se vogliamo, della bellezza della diversità -, per i più piccoli c’è Buongiorno postino di Michaël Escoffier e Matthieu Maudet, edito da Babalibri. Un simpaticissimo cartonato a fumetti, nel quale un avventuroso postino in bici ha il compito di recapitare cuccioli ad animali che vivono negli ambienti più diversi. Di solito il cucciolo è della stessa specie dei genitori in attesa, ma esistono le eccezioni.
Negli ultimi 10 anni sono sbarcati (e in alcuni casi, nati) in Italia anche i primi albi dedicati a raccontare ai bambini la realtà delle famiglie omogenitoriali. In questo campo è stata pioniera la casa editrice Lo Stampatello, che, come abbiamo visto, ha tra i suoi obiettivi proprio quello di dare spazio alla rappresentazione di una pluralità di modelli familiari.
Questi libri possono essere utilizzati sia all’interno di famiglie con due mamme e due papà – come supporto, volendo, per raccontare ai più piccoli la loro storia, oltre che per vedere riflessa la loro realtà – sia in generale, come supporto per raccontare ai bambini che esistono anche queste tipologie di famiglia. Il carattere didattico di questi albi tematici è inevitabile, così come i suoi toni rassicuranti. In questa fase, libri come questi hanno (ancora) la finalità di veicolare, prima di tutto, il messaggio che queste famiglie esistono e sono “come le altre” – i suoi componenti non hanno tre teste, gli adulti adempiono in modo adeguato al ruolo genitoriale e i bambini sono dei bambini qualunque. Magari in futuro, quando questa tematica sarà maggiormente assimilata dal nostro tessuto sociale, vedremo spuntare mamme o papà gay sempre più spesso come personaggi qualsiasi, all’interno di narrazioni che non hanno al centro la non-problematizzazione di una struttura familiare. Per approfondire il tema degli “issue books” che parlano di omosessualità, consiglio la lettura di Are the Kids All Right? di B.J. Epstein.
Troviamo nel catalogo de Lo Stampatello i due albi gemelli Perchè hai due mamme? e Perchè hai due papà?, di Francesca Pardi, illustrati da Annalisa Sanmartino e Giulia Torelli, che raccontano con semplicità la storia della formazione di queste famiglie, con un linguaggio chiaro e corretto ma accessibile anche a bambini piccoli.
Un titolo simile è Ho 2 papà di Fabri Kramer e Luca Panzini, edito da Terra Nuova
edizioni.
Altri titoli raccontano soprattutto la vita quotidiana. Due ormai classici si possono trovare in inglese, anche in edizione cartonata, per bimbi piccolissimi: si tratta di Mommy, Mama and Me e di Daddy, Papa and Me di Lesléa Newman e Carol Thompson. In forma di filastrocca, il piccolo protagonista racconta la sua quotidianità con i genitori.
Di recente uscita è La bambina con due papà di Mel Elliott, edito da DeAgostini: una bambina ha un’amichetta con due papà, e si immagina un ambiente familiare superdivertente e privo di regole…per poi scoprire che i genitori di Matilda sono noiosi almeno quanto i suoi.
Il famoso E con Tango siamo in tre, di Peter Parnell e Justin Richardson, edito dalla Junior, racconta una storia di adozione da parte di due papà, che nella fattispecie sono due pinguini ospiti dello zoo di Central Park, a New York.
Questi sono, naturalmente, solo alcuni tra tanti titoli disponibili che toccano il tema della diversità dei modelli familiari. Per un approfondimento, consiglio di sfogliare l’interessante catalogo Famiglie.Papà, mamme, fratelli, zii, nonni, cugini e amici, pubblicato da Giannino Stoppani edizioni e dalla Cooperativa culturale Accademia Drosselmeier a seguito dell’omonima mostra, tenutasi a Bologna nel 2013.
E visto che non sono solo le forme della famiglia a cambiare continuamente nel tempo (e nello spazio), ma anche l’immaginario e i ruoli che si giocano al suo interno, grazie al cielo, non sono scolpiti nella pietra, aggiungo come extra bonus una coppia di libri tra i miei preferiti, ancora una volta dal catalogo Lo Stampatello: si tratta de La dichiarazione dei diritti delle mamme e de La dichiarazione dei diritti dei papà, entrambi di Élisabeth Brami ed Estelle Billon-Spagnol.
Questi due albi applicano un irresistibile, iconoclastico e divertente gioco di smontaggio degli stereotipi al ruolo di mamme e papà. Sostanzialmente affermando il diritto dei genitori a non rispecchiare aspettative stereotipate. Le mamme, per esempio, hanno il diritto di non essere perfette tutto il tempo senza sbagliare mai, e di non essere disturbate mentre stanno leggendo sul gabinetto.  I papà sono autorizzati a non sapere rispondere a tutte le domande, ad essere imbranati nelle riparazioni domestiche e a voler accudire e coccolare i loro bambini. Un esilarante must per tutti i genitori.

A.A.V.V. (2013). Famiglie. Papà, mamme, fratelli, zii, nonni, cugini e amici.  Giannino Stoppani edizioni – Cooperativa culturale Accademia Drosselmeier

Amaltea,  Orecchia, G. (2013). Una giornata speciale. Lo Stampatello

Anholt, L.,  Coplestone, J. (2012).Due nidi. Lo Stampatello

Brami, E. ,Billon-Spagnol, E. (2016). La dichiarazione dei diritti delle mamme.  Lo Stampatello.

Brami, E. and Billon-Spagnol, E. (2016). La dichiarazione dei diritti dei papà.  Lo Stampatello.

Elliott, M. (2019). La bambina con due papà. DeAgostini

Epstein, B. (2013). Are the Kids All Right? Representations of LGBTQ Characters in Children’s and Young Adult Literature. HammerOn Press.

Escoffier, M.,  Maudet, M. (2012). Buongiorno postino. Babalibri.

Fuller, R. (2011). Tante famiglie, tutte speciali. Gribaudo

Hoffman, M., Asquith, R. (2012). Il grande grosso libro delle famiglie. Lo Stampatello

Hoffman, M., Asquith, R. (2014). Benvenuti in famiglia. Lo Stampatello

Kramer, F., Panzini, L. (2014). Ho 2 papà. Terra Nuova edizioni.

Maxeiner, A., Kuhl, A. (2018). In famiglia!Tutto sul figlio della nuova compagna del fratello della ex moglie del padre…e altri parenti. Settenove

Newman, L., Thompson, C. (2009). Daddy, Papa and Me. Tricycle Press.

Newman, L., Thompson, C. (2009). Mommy, Mama and Me. Tricycle Press.

Parnell, P., e Richardson, J. (2012). E con Tango siamo in tre. Junior


Pardi, F. , Altan, F. (2011).
Piccolo uovo. Lo Stampatello.

Pardi, F. , Bucher, U. (2013). Una mamma e basta. Lo Stampatello

Pardi, F., Sanmartino, A., Torelli, G. (2012). Perché hai due mamme?  Lo Stampatello. 

Pardi, F., Sanmartino, A., Torelli, G. (2014). Perché hai due papà?  Lo Stampatello.

 

 

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