Backyard fairies: la magia dietro l’angolo

Ciao, amiche e amici di Immaginarie! Anche voi state annusando i primi sentori della primavera?

In questi giorni in cui mi sento, per motivi personali e, diciamo, geopolitici, piuttosto provata e sull’orlo del disastro, è arrivato anche Backyard Fairies, albo bellissimo di Phoebe Wahl. Di questa autrice, che trovo appassionante, vi avevo già raccontato qui e qui e devo dire che qualche frullio d’ali fatate ci stava proprio in questi giorni di notizie pesanti come il piombo.


Phoebe Wahl è cresciuta a stretto contatto con la natura, facendo homeschooling con la sua famiglia, e dichiara di essere grata per questa infanzia “ruspante”, della quale ritroviamo segni e motivi di ispirazione nelle sue opere. Come in Little Witch Hazel e Le galline di Sonya, anche in questo albo la relazione tra infanzia e mondo naturale è un filo fondante dell’intreccio.

Ma, oltre al mondo naturale, è quello magico – soprannaturale, se vogliamo – la realtà a cui la bambina protagonista tende, cercando di sfiorarla senza mai riuscirci del tutto.

Una bambina che vive vicino a un bosco ama esplorare tra gli alberi, cercando tracce della presenza di fatine e folletti. Qualche indizio lo trova, avverte qualcosa nell’aria, e con meraviglia, alcune mattine, trova piccole sorprese che sembrano proprio indizi rivelatori.

La bambina cerca e cerca, avventurandosi anche di notte nel folto del bosco per seguire una strana musica. Ma le fate, il lettore lo vede sfogliando le pagine, rimangono sempre a un passo da lei. Dietro l’angolo, nascoste ma amichevoli, compiaciute delle attenzioni della piccola umana, alla quale lasciano piccoli regali. La magia è letteralmente dappertutto, tutto intorno alla bimba che ne è affascinata e la cerca, sensibile a questa dimensione altra nella quale non riesce del tutto ad entrare, ma che percepisce come vicina, quasi a portata di sguardo e di dita.

Questo sguardo – che ci di noi è fortunato ricorderà come esperienza e come tratto identitario, magari, della propria infanzia – è proprio quello che evidenzia, per esempio, Giorgia Grilli ne La letteratura invisibile: i bambini nei grandi libri per l’infanzia vedono cose che gli adulti non vedono, entrano in dimensioni che per gli adulti non esistono, sono radicalmente aperti e il loro punto di vista non è ancora soggetto ai limiti della percezione adulta (pagg. 28-30, ed. Carocci, 2011).


Questa dimensione di apertura verso il magico, per me, è qualcosa che ricordo con ricchezza e intensità della mia, di infanzia, e qualcosa di cui non smetterò mai di avere un po’ di nostalgia. Phoebe Wahl cattura, attraverso tavole dai colori vividi realizzate con una tecnica mista che le rende più materiche, dettagli umoristici, riferimenti al folklore europeo e un giocoso testo in rima, questa apertura dell’infanzia verso ciò che è altro e non immediatamente visibile.

Del suo tratto, come nelle altre opere apprezzo anche le caratteristiche fisiche attribuite sia alla piccola protagonista – una bambina robusta con lentiggini e guanciotte rosse, molto ‘terrestre’, tutt’altro che eterea eppure in connessione con le energie magiche della natura – sia di fate e spiritelli, che vedono rappresentati colori, forme del corpo, età, molto variegati.

Wahl, P. (2018). Backyard Fairies. Knopf Books for Young Readers.

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