Due libri su guerra e Shoah

Non ho le parole adatte a portata di mano, ma condivido lo stesso con voi un doppio spuntino di lettura di questi giorni di fine gennaio. Spuntini per lettori adulti o almeno adolescenti, questa volta.

Un albo illustrato, A chi appartengono le nuvole, di Mario Brassard e Gerard DuBois, edito da poco da Orecchio acerbo. Un albo onirico, dalle tinte che su fanno sempre più cupe per poi stemperarsi, ma non troppo. Angosciante, come è giusto che sia un’opera che cerca di catturare la difficile relazione con i ricordi e con il passato di una persona che ha vissuto la guerra sulla propria pelle. Una vecchia foto è, per la protagonista e voce narrante, il punto di contatto con la se stessa di 9 anni. Mila attraversa con inquietudine, tra il sonno, la veglia e vividi sogni gli ultimi, febbrili giorni prima di abbandonare la sua casa per sfuggire alle bombe sempre più vicine. Respiriamo con lei la paura, un senso di oppressione, l’apprensione fin troppo adulta per il futuro incerto che la aspetta.

Sappiamo che la sua lunga marcia l’ha portata al sicuro, ma lo stesso quei ricordi sono un bagaglio pesante con il quale fare i conti, anche dopo molti anni.

Attraversa gli anni di una guerra, la seconda guerra mondiale, per arrivare ai primi anni Duemila l’intreccio di Ciò che nel silenzio non tace di Martina Merletti,uscito lo scorso anno per Einaudi.

Un esordio maturo e brillante, una narrazione potente dalle tante voci che cuce insieme tre generazioni esplorando la relazione multisfaccettata tra memoria e responsabilità collettiva e personale, tra i destini individuali e la storia di un popolo.

Forse perché i luoghi, geografici e non (quale donna piemontese non ha nel suo DNA emotivo una Teresa di qualche tipo?) nei quali si dipana la vicenda sono profondamente parte di me. Forse perché tocca senza un’ombra di didascalismo tante corde intime e nodi doloranti del nostro passato lontano e non troppo lontano, questo libro ha risuonato particolarmente nel mio immaginario.

Fatevi un regalo (o fate come me, regalatelo a qualcun altro che lo leggerà in fretta e ve lo passerà) e leggetelo subito.

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