In cammino.Poesie migranti

Libro In cammino.Poesie migranti di Michael Rosen,Quentin Blake. Mondadori

Prendi una penna come quella di Michael Rosen (che in Italia conosciamo principalmente grazie al successo di A caccia dell’orso, ma è autore di tanti altre opere di narrativa e di poesia), tradotto da Roberto Piumini, perdipiù, e la matita inconfondibile di un illustratore come Quentin Blake. Le aspettative sono alte, ma questo libro le soddisfa ampiamente sotto ogni punto di vista.

In cammino.Poesie migranti è una raccolta di poesie che ci offre, da un lato, uno scorcio sulla storia personale e familiare di Michael Rosen, figlio di emigrati ebrei polacchi cresciuto in Inghilterra, e sulla sua graduale ricostruzione delle ferite vive che hanno segnato le sue famiglie di origine, negli anni della seconda guerra mondiale e della Shoah. Dall’altro lato, Rosen ragiona sull’impatto delle guerre e sull’esperienza dell’essere migrante, oggi come 70 o più anni fa.

Difficile descrivere e rendere giustizia ad un’opera così intensa e al contempo intima e colloquiale. Un percorso in versi liberi che parte e passa dal racconto di aneddoti – scorci d’infanzie lontane come quelli che potrebbe regalarti un nonno o un vicino di casa – a momenti di vivida visione del presente.

Quattro le sezioni nelle quali si articola Migranti. La prima, Famiglia e amici, raccoglie tra humour e malinconia una serie di ritratti di persone, sensazioni ed attimi di vita che appartengono all’infanzia di Rosen, iniziando con una prima poesia che inizia a dipingere il quadro del microcosmo vissuto dall’autore bambino, figlio del primissimo dopoguerra.

Una seconda serie di brani è raccolta in una sezione intitolata La guerra. E racconta la seconda guerra mondiale principalmente attraverso una sequenza di micro aneddoti arrivati attraverso le voci dei genitori, di conoscenti, di altre persone incontrate per caso e che, tutte, in diversi modi hanno incontrato la guerra. L’autore la conosce solo di seconda mano, ma credo che esperienze come queste non si esauriscano, nel loro impatto, con le generazioni che le vivono direttamente. A livello pratico e storico, ma anche sul piano più intimo ed emotivo, io credo che certe esperienze passino attraverso il latte, i gesti, le parole e lascino una qualche impronta in chi arriva subito dopo. Nel caso di Rosen, anche certi silenzi giocano, nella sua crescita, un ruolo particolare.

Una terza sezione, Gli emigranti in me, narra dei parenti scomparsi. Di come gradualmente, da adulto, Rosen abbia ricostruito con una lenta ricerca i tasselli mancanti, taciuti, della sua storia familiare. Queste storie reali di prozii mai incontrati ci arrivano attraverso versi che, di volta in volta, immaginano le voci dei personaggi, che narrano in prima persona, oppure raccontano le tappe di questo percorso dal punto di vista dell’autore. Il cerchio si chiude con un passaggio improntato alla speranza, con un uomo che viaggia nel mondo distrutto, tra milioni di persone senzatetto e profughi, per bussare alla porta di una cugina in Inghilterra, nel luogo che diventerà la sua casa.

Di nuovo in cammino è la sezione finale, forte come un pugno nello stomaco eppure con punte di ironia. Queste pagine che parlano di identità, di migrazioni di oggi, di ipocrisia, di radici ibride, della storia che potrebbe sempre ripetersi, dovrebbero essere sfogliate da tante mani adolescenti in tante scuole medie e superiori. Spero che alcuni di questi versi diventino un giorno così famosi da finire sulle Smemo o scritti sui muri. Nelle antologie scolastiche non so,ma sarebbe bello che finissero anche lì. Difficile scegliere quale lasciarvi qui come traccia di questo libro da scoprire.

Vi lascio questo frammento, che nella sua essenzialità può contenere in sé molte dimensioni del senso di questo progetto letterario.

Ma casa è dove la trovi.

Casa è dove la trovi.

Casa è dove la trovi.

Casa è dove la trovi.

Rosen, M. , Blake, Q.(2021). In cammino. Poesie migranti. Trad. di Roberto Piumini. Mondadori.

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