¡Vámonos! con Lucero di Yuyi Morales

Il 28 dicembre di 3 anni fa, mentre Polpetta era un pesciolino che iniziava a fluttuare nella pancia della mia dolce metà, ho pubblicato un post su Dreamers/Soñadores di Yuyi Morales per salutare l’anno vecchio e quello nuovo.

Nei mesi scorsi è uscito un nuovo libro di Morales e oggi ho deciso di leggerlo e condividerlo di nuovo qui con voi. Si chiama Bright Star in inglese, Lucero in spagnolo ed è un’opera che si può leggere ed interpretare a più livelli, ma che probabilmente ha più cose da dire al lettore adulto o ragazzino che al lettore bambino.

Un impianto visivo di forte impatto, evocativo, allegorico e onirico al contempo, fa da sfondo ad un messaggio dirompente di vita. Una cerva accoglie la sua piccola, nata da poco, in un dialogo silenzioso: sei viva, bellissima creatura. Hai spalancato gli occhi su questo mondo, stai iniziando a respirare, a camminare, e ad ogni tuo respiro sei pura gioia per chi ti ama. Sei luce, sei una stella scintillante.

La cerva e la cerbiatta si muovono nel paesaggio delle Borderlands, il territorio desertico al confine tra Messico e Stati Uniti. Un paesaggio aspro e al contempo un habitat vibrante di vita, di colori, di natura selvaggia che resiste ai danni causati dal genere umano. La cerbiatta deve imparare a cercare acqua e cibo, e per farlo, come la madre e come molti altri animali, dovrà spostarsi, andare lontano. E confrontarsi con il pericolo. Quel pericolo dal quale la cerva vorrebbe poterla proteggere sempre. Ma sa che non è possibile, e allora cerca di costruire per la piccola uno scudo fatto di amore e resilienza.

Le pagine finali dell’albo aprono al lettore adulto uno scenario drammatico: la cerbiatta si ritrova sola, separata dalla madre, bloccata da un muro. E dovrà imparare ad usare la sua voce e ad urlare anche il suo dolore, il suo “No!”E a continuare a respirare e trovare forza e bellezza intorno a sé anche nel tempo più buio.

Voltiamo pagina, e la cerbiatta è una bambina ispanica: creatura vulnerabile, amata, preziosa, portatrice di speranza, di futuro. E con lei gli altri bambini e ragazzini migranti che attraversano il deserto. Loro, che portano con sé la capacità di immaginare un’altra storia, un mondo bellissimo anche oltre quel muro.

Bright Star riesce ad essere simultaneamente un canto di consolazione, di guarigione interiore, e una denuncia della durezza e, spesso, degli orrori che tante persone – tra cui anche bambine, bambini, adolescenti – affrontano nei loro percorsi di migrazione. Succede nelle Borderlands, ma anche nella nostra Europa, proprio adesso.

In calce all’albo troverete un manifesto dell’autrice, che vi racconterà le tante ispirazioni dietro a questa storia, e una serie di risorse per approfondire la conoscenza delle Borderlands.

Se volete approfondire cosa sta succedendo in Europa, ci sono numerose organizzazioni che si occupano di soccorso e supporto sia in mare, sia sui confini terrestri, che è possibile seguire e anche sostenere. Ultimamente sto seguendo in particolare sui social Il Pulmino Verde, che opera anche nel mio territorio, ma ce ne sono molte altre.

Un buon anno nuovo, amiche e amici immaginari, di sguardi aperti sul mondo e di narrazioni che contengano molti futuri possibili.

Morales, Y. (2021). Bright Star. Neal Porter Books

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