Che spavento (e che risate) con Mauri Kunnas!

C’è un libro che ho ripescato nella soffitta di mio padre e ha riscosso successo immediato con la mia Polpetta duenne – probabilmente per il tratto inconfondibile delle illustrazioni che aveva già incontrato – ma può essere apprezzato anche e soprattutto da bambini un po’ più grandi.

Viene dritto dagli anni Ottanta ed è perfetto se volete condividere qualche storia con ambientazioni tenebrose…ma non davvero paurose con i vostri piccoli sapiens sapiens preferiti. Si intitola Che spavento! e gli autori sono Mauri e Tarja Kunnas. Di Mauri Kunnas, celebre autore finlandese, avevamo parlato qui.

Si tratta di una raccolta di brevi racconti illustrati, ciascuno dei quali ha per protagonista una categoria di personaggi normalmente considerati spaventosi. Le storie nelle quali questi personaggi si muovono, però, sono tutt’altro che da brivido, anzi, il registro assunto è decisamente umoristico e teneramente dissacrante rispetto ai canoni dell’horror e del gotico. Un elemento che hanno in comune molti di questi episodi è l’ambientazione notturna. La notte – non a caso, essendo di norma un tempo associato al mistero, all’ignoto – è il momento cruciale nel quale queste creature prendono vita e si dedicano alle loro attività preferite.

Incontriamo, così, una vivace famiglia di fantasmi che tutte le notti si impegna molto seriamente e con grande gusto ad intestare castelli, chiesette abbandonate e anche il palazzo del municipio. Il lavoro più bello è proprio quello nel quale ci si diverte, giusto?

Seguiamo poi tre coraggiosi reporter determinati a vedere di persona un temibile Yeti, un conte vampiro terrorizzato…dal dentista, uno scheletro indispettito dalla carenza di turisti da spaventare, una strega di pessimo umore, una mummia, un babau amante delle uvette e addirittura, special guest, il famoso mostro di Allocness.

Di tutti i personaggi scopriamo risvolti buffi o inaspettati. Alcuni si rivelano inoffensivi e amichevoli; altri si vedono costretti dalle circostanze a ridimensionare i loro intenti dispettosi, e proprio su questo si gioca il meccanismo comico.

Ogni doppia tavola contiene diverse illustrazioni, delle quali potrete divertirvi a scovare i minimi dettagli. Per la lettura con bambini molto piccoli va tenuto in conto che la relazione tra testo e immagini non sempre è immediatamente identificabile, ad esempio a livello di sequenze temporali, a differenza di quanto avviene negli albi espressamente nati per i più piccoli – e dev’essere l’adulto ad accompagnare il lettore nella decodificazione.

Probabilmente un elemento da cui si deduce che questo testo è un po’ vintage è la rappresentazione dei personaggi femminili: abbiamo una sola protagonista “titolare” di una storia (che non sia moglie o madre di qualcuno), ed è una strega che non riesce a far volare la propria scopa e trova la propria realizzazione aprendo una ditta di pulizie. Questa può benissimo essere una fonte di realizzazione nella vita reale, sia chiaro. Essendo l’unica protagonista femminile indipendente della raccolta, però, l’insieme dei due elementi mi puzza di classico stereotipo.

Lungi da me sostenere che le narrazioni lette ai o dai bambini non debbano contenere la paura, anzi, le storie di paura hanno un loro ruolo e una loro godibilità specifici – naturalmente, se proposte tenendo in considerazione l’età e la predisposizione dei lettori. Altrettanto godibili, però, sono queste opere in chiave quasi parodistica, tanto più per bambini abbastanza grandicelli da saper riconoscere gli archetipi legati a questi personaggi, e quindi pronti a ridere nel vederli smontare.

Kunnas, M. e T. (1986). Che spavento! Rizzoli

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