“Il principe e la sarta”: una dolce fiaba queer

Avevo letto e sentito che era deliziosa, e finalmente, complice la clausura da quarantena, mi è capitata l’occasione di leggerlo. E “Il principe e la sarta”, graphic novel di Jen Wang, edita da Bao Publishing nel 2019, non mi ha deluso.

Ambientata in una Parigi di inizio Novecento, questa delicata storia che tratta – principalmente, ma non solo – il tema del crossdressing ha per protagonisti due adolescenti appartenenti a classi sociali radicalmente distanti.
Incontriamo per prima Frances,  apprendista in una grande sartoria, appassionata del suo lavoro. Quando Frances, per accontentare una giovane cliente realizza un modello decisamente fuori dagli schemi e provocatorio per l’epoca, viene notata da un misterioso committente che le propone di lavorare in esclusiva per un nuovo cliente.  Su due piedi, la sartina decide di accettare questo salto verso l’ignoto e parte per la sua nuova destinazione. Si immaginava un cliente facoltoso e aristocratico, ma la sua sorpresa è grande quando scopre di aver accettato di lavorare per Sebastian, principe ereditario del Belgio, per la durata del suo soggiorno a Parigi con i genitori.
Sebastian ha 16 anni, una zazzera bionda, modi gentili e pesanti aspettative sulle spalle. I genitori sono molto focalizzati sulla missione di fissare il suo futuro matrimonio con una candidata adeguata al ruolo di futura regina, e l’intero soggiorno parigino è costellato di  cene e rendez-vous combinati,  verso i quali il ragazzo esprime un crescente disagio.
Al loro primo incontro, dopo un tentativo (fallito) di nascondere la propria identità, Sebastian rivela a Frances che cosa vorrebbe da lei, svelandole il suo segreto: il giovane principe ama vestirsi da donna e desidera che la sarta lo aiuti a dare vita al suo alter ego femminile. E’ l’inizio di una brillante collaborazione, nella quale Frances dispiegherà le sue ali a livello creativo, e di un’inaspettata amicizia nella quale entrambi troveranno gioia e conforto.
Frances, superata la sorpresa iniziale, accetta il lavoro, consapevole che si tratti di un’opportunità di crescere ed esprimere liberamente le sue idee stilistiche ed il suo talento. Anche lei per temperamento tende a pensare “out of the box” e il sodalizio tra artista e committente è ricco di stimoli e soddisfazione per entrambi. La nuova personalità che Sebastian desidera incarnare, Lady Crystallia, adotta uno stile dirompente e all’avanguardia, che renderà presto sia lei, sia i suoi favolosi abiti famosi nell’alta società parigina. Di giorno, il principe continua a destreggiarsi tra gli impegni ufficiali e le potenziali fidanzate. Di notte, forte dell’amichevole complicità della sua sarta, Sebastian  si trasforma spesso in Christalia ed esce insieme a Frances, frequentando teatri e locali e scoprendo un lato completamente nuovo e scintillante della propria personalità.

Durante un soggiorno in una località termale Sebastian, nelle vesti di Lady Crystallia, fa la conoscenza di una celebre stilista, che mostra interesse per gli abiti disegnati da Frances. Da questo incontro nasce un nuovo, prezioso contatto che potrebbe diventare, per l’amica, una grande opportunità. E prende avvio una girandola di eventi che metteranno in dura crisi il legame tra Frances e Sebastian, allontanandoli l’uno dall’altra.
Per Sebastian, nel frattempo, arriva anche il momento più temuto: la sua doppia identità viene crudelmente esposta e il giovane si ritrova faccia a faccia con il suo peggiore incubo. Senza svelarvi il finale, posso dirvi che lo scioglimento è dolce, positivo e aperto alla speranza, da fiaba contemporanea che fa propria, appunto, una sensibilità contemporanea e un ottimismo da fiaba. Da una fiaba non ci si aspetta che sia realistica al cento per cento.

Molti i temi che si intrecciano tra le tenere tavole in stile cartoon disegnate da Jen Wang. Il crossdressing, raccontato in modo limpido e sensibile, è filo conduttore della storia, ma troviamo anche molto altro. L’autrice delinea con sfumature tenui ed espressive i due protagonisti, riuscendo a dare loro spessore emotivo e credibilità. In particolare il personaggio di Sebastian è ritratto in questo snodo cruciale con empatia. Non si crea confusione tra identità di genere, orientamento sessuale e crossdressing e non vengono date etichette restrittive; ciò che emerge dalle pagine è che travestirsi è, per il principe adolescente, un modo per esprimere una parte di se stesso irrinunciabile, una componente preziosa di sè, che sa di dover reprimere a tutti i costi, di dover mantenere segreta.
Sebastian è dominato dalla paura: la paura di essere scoperto e umiliato, la paura del rifiuto da parte dei genitori, che vorrebbe rendere fieri di lui, la paura di non poter mai essere all’altezza del ruolo che è chiamato a ricoprire a causa di questa fluidità che è parte profonda di lui. E che vuole ricoprire: Sebastian non esprime il desiderio di liberarsi dai suoi compiti futuri o di non essere più se stesso (un ragazzo, il principe ereditario). Ma si sente se stesso vestendo anche occasionalmente i panni di Lady Crystallia, forse anche come liberatoria valvola di sfogo. Il legame con Frances apre uno spiraglio di sole nella sua vita notturna e solitaria: la relazione con una persona che si relaziona con lui con semplicità, quasi alla pari, “con” e non “nonostante” il suo segreto, gli infonde nuova linfa vitale, ottimismo, voglia di osare. Anche se il confronto con il resto del mondo non potrà essere rimandato per sempre, e la paura dovrà essere affrontata.
In parallelo seguiamo il percorso di Frances, che acquista sempre maggiore sicurezza nella sua professione e si trova a dover fare delle scelte importanti e non banali. Nonostante l’affetto (o il…qualcosa in più) per Sebastian, ad un certo punto realizza di non poter vivere per sempre all’ombra del suo segreto e di aver necessità di emergere, di avere il suo nome e il suo volto per crescere come stilista. Più avanti, si troverà a dover scegliere se e quanto seguire il suo intuito e la sua audacia creativa e quanto, invece, conformarsi agli standard attesi dal pubblico per potersi garantire un buon lavoro.
Altro tema essenziale, che percorre tutto il testo, è la necessità del sostegno – fatto anche di accettazione e rispetto della reciproca diversità – di chi ci ama esattamente come siamo per poter crescere, sbocciare, spiccare il volo e al contempo sentire i piedi saldamente piantati per terra.

Quando ho saputo la verità, all’inizio pensavo che la vita di Sebastian fosse rovinata. Ma vedendovi, ho capito che andrà tutto bene. Perchè ci sarà sempre qualcuno che lo ama.

Wang, J. (2019). Il principe e la sarta. Bao Publishing. Traduzione di Caterina Marietti.
Età consigliata: dai 14 anni.

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