“Noi siamo tempesta”: non solo eroi solitari

Non sono un tipo tecnologico. Ho un vero smartphone, senza tasti, solo da due anni,  amo la carta, e gli ebook ho iniziato a sfogliarli da poco. Qualche sera fa, avendo davanti un viaggio in treno lunghetto, sono stata molto felice di aver scaricato un paio di libri virtuali per tenermi compagnia. Non di sole fanfiction vive una donna dal bagaglio piccolo.

Di Michela Murgia avevo già letto e apprezzato Accabadora e Ave Mary.

Noi siamo tempesta, uscito pochi giorni fa ed edito da Salani, è il suo primo testo per ragazzi, realizzato in collaborazione con lo studio di grafica ed illustrazione The world of DOT.  In un’intervista per Il Libraio, Murgia spiega che il suo nuovo lavoro nasce come un tentativo di “fare bibliodiversità”.

Una gran parte delle narrazioni (testuali, filmiche, ecc.) proposte al pubblico giovane, sottolinea l’autrice, ha al centro storie di eroi solitari che, spesso partendo da un background complicato,  riescono ad affrontare e vincere grandi sfide, tra grandi ostacoli e battaglie e con pochi, spesso marginali, aiutanti positivi. Cambiano gli scenari, la salsa, ma lo schema rimane simile.

Murgia suggerisce che raccontare il mondo (quasi) solo attraverso la cornice narrativa dell’eroe solitario non sia una strategia educativa ottimale. Che spostare più spesso il focus dall’ Io al Noi, anche nelle narrazioni che proponiamo ai cuccioli della specie, possa offrire un vantaggio evolutivo, per così dire.

Dentro questa tipologia di storie si cresce più competitivi che collaborativi, più guardinghi che fiduciosi, più rivendicativi che riconoscenti. Si cresce psicologicamente predisposti a difendersi. E se a cambiare fossero le storie che ci insegnano da bambini? Se anziché farli addormentare sognandosi soli contro il mondo e l’uno contro l’altro dessimo loro avventure dove diventare potenti insieme?

Da qui, allora, l’idea di una raccolta di racconti di imprese collettive, possibili solo grazie alla forza di un gruppo, di una rete, della collaborazione solidale di più persone. Storie vere e corali di iniziative e momenti storici che hanno cambiato, almeno un po’, il mondo, evocate attraverso le voci (immaginate, romanzate) dei protagonisti. Che, in un caso, prendono vita attraverso le vignette di un fumetto (disegnato da Paolo Bacilieri).

Certo, nella realtà spesso le cose cambiano grazie al “la” dato dal talento, dall’intuizione o dal coraggio di un singolo, da una piccola azione che poi ne scatena altre. Ma se nessuno raccoglie quell’idea o quel grido è molto più difficile che un cambiamento si propaghi, che l’idea si diffonda.

Murgia ci porta nella Berlino est dei giorni in cui il Muro sta per crollare, e crolla grazie alla fiumana di cittadini increduli pronti ad abbattere quell’odioso simbolo che da decenni divideva la loro città e il loro paese.

La seguiamo nella Buenos Aires della dittatura militare, tra le Madres de Plaza de Mayo che chiedono  la verità sui figli scomparsi; sull’isola di San Domino, dove persone omosessuali, o presunte tali, spedite al confino da Mussolini iniziano a respirare e creano una tacita comunità di fatto.

Ci porta dietro le quinte di episodi controversi della storia recente, come il referendum catalano dell’ottobre 2017 e i soccorsi ai migranti in pericolo nel Mediterraneo.

In alcuni casi, l’impresa è quella di regalare bellezza ed emozioni attraverso la musica, come nella storia della multietnica Orchestra di Piazza Vittorio a Roma e in quella del Coro Manos Blancas, nato in Venezuela, che include bambini e ragazzi sordi e li rende protagonisti, al di là delle barriere sensoriali.

In altri, l’avventura  è quella di generare e condividere conoscenza e cultura: è il caso della comunità wikipediana, del Bloomsbury Group,  della Stazione Zoologica di Napoli, del gruppo di ricercatori e matematici che lavorò alla macchina di Turing durante la seconda guerra mondiale.

Le  storie tempestose – cariche di coraggio, di rabbia, di speranza, di passioni, di voglia di futuro –  scelte dall’autrice sono tante, a rappresentare donne, uomini, ragazzini di ogni età ed estrazione sociale e di svariate epoche, dal 480 A.C. all’altro ieri. In calce ad ogni capitolo, una scheda riepiloga il contesto dell’evento narrato.

Un’antologia di episodi di storia collettiva utili e necessari, che è bello far conoscere, o riscoprire da un altro punto di vista – come pagine di un libro di scuola o di una voce enciclopedica che prendono vita, assumendo i colori e il calore di un’esperienza umana –  ai giovani e giovanissimi lettori.  Il rischio di scivolare in toni didascalici e didattici c’era, strutturalmente, in un’opera con questo concept, ma Murgia riesce a schivarlo con eleganza, e ad emozionare nel raccontare la Storia, e queste storie in particolare.

Murgia, M. (2019). Noi siamo tempesta, Salani editore.

Età consigliata: dai 12 anni.

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