Un orso per amico

L'orso, libro di Raymond Briggs, Camelozampa

Ma non un orsetto di pezza, o meglio, non solo. E’ un orso polare in carne e pelo, enorme, morbidissimo, persino un po’ puzzolente quello che una sera entra dalla finestra nella stanza di Tilly e vorrebbe fare un pisolino nel suo letto.
Tilly è la protagonista de L’orso di Raymond Briggs, un albo illustrato uscito nel Regno Unito negli anni ’90 e che ora è approdato sui nostri scaffali grazie a Camelozampa, nella traduzione di Sara Saorin.

A cavallo tra il fumetto e il silent book e a cavallo tra immaginazione e realtà, L’orso ci racconta un incontro. Un incontro favoloso, denso di emozioni e anche fatiche, foriero di meraviglia. E poi un distacco, inevitabile, probabilmente, ma lo stesso velato di malinconia.

La madre di Tilly le augura la buonanotte e la bambina si addormenta in compagnia del suo orsetto Teddy. Ma nel cuore della notte qualcuno di gigantesco e dal folto pelo cerca maldestramente di entrare dalla sua finestra. È un grande orso polare, che la bambina accoglie divertita, con nonchalance, aiutandolo a sistemarsi nel suo lettino. È un abbraccio grande e avvolgente, quello dell’orso. Ha zanne e artigli ma si dimostra goffo e mite. La mattina i genitori di Tilly ascoltano con educato interesse l’annuncio della figlia, stando al gioco – così almeno è per loro. Un gioco d’immaginazione.

Vediamo Tilly e l’orso conoscersi meglio, sperimentando una convivenza non proprio facilissima. Il suo nuovo, silenzioso amico è ingombrante e sicuramente più complicato da gestire di un orsetto di pezza (che, per esempio, non lascia pipì e cacche giganti in giro per la casa). I momenti di pura tenerezza si alternano ad altri di marcata stizza, in cui la bambina rimprovera con asprezza il nuovo ospite, forse replicando dinamiche che ha vissuto lei stessa con gli adulti. L’orso compare e scompare, sappiamo che lo vede solo Tilly, eppure lui c’è, una presenza palpabile agli occhi della bambina, una presenza talvolta incombente – ma mai davvero minacciosa – negli spazi di vita familiare.

Finché, una notte, è ora per lui di tornare al Polo Nord. Tilly si risveglia con un vuoto nel suo letto, e saranno il papà e l’orsetto Teddy a consolare le sue lacrime.

I delicati acquerelli e lo stile espressivo, teneramente umoristico di Briggs ci accompagnano ad immergerci in una relazione che forse è immaginaria, ma sì presenta con tutta l’intensità emotiva del reale. Una relazione, forse, necessaria, specchio di desideri o bisogni che non sempre la realtà riesce a soddisfare completamente.

Briggs, R. (2021). L’orso. Camelozampa

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