Ma alla Natura non importa un fico secco di quanto costano le cose

Libro La natura Camelozampa

Camelozampa ha scelto oggi, Giornata della Terra 2021, per presentare al pubblico un nuovo titolo del suo ricco catalogo, La Natura di Emma AdBåge, autrice e illustratrice del premiato “La buca”.

AdBåge ci regala di nuovo un libro intenso e provocatorio, dall’estetica graffiante e portatore di messaggi taglienti, direi quasi acuminati, e al contempo necessari. Se ne “La buca” l’autrice aveva messo a fuoco la triste distanza tra gli sguardi bambini e quelli adulti sul mondo, qui protagonista è la relazione tra umani ed ambiente. Una relazione della quale si mettono in luce, senza pietà, le note più stridenti.

Se la narrazione fosse affidata solo al testo, potremmo, per un secondo, chiudere gli occhi e immaginare che Mark Twain sia momentaneamente resuscitato per condividere con i lettori uno dei suoi sarcastici racconti “morali”, questa volta mirato a smascherare alcune delle nostre ipocrisie contemporanee legate al rapporto con la natura. Ma non è Mark Twain a raccontare questa storia. E’ una voce collettiva di bambini, un “noi” che si riconduce ad una piccola comunità suburbana, le cui vicende vengono narrate attraverso tavole dall’umorismo sferzante.
Questa piccola comunità vive al confine con La Natura, o meglio,

Fuori dal nostro paesino ci sono altre cose, chiamate la Natura.

Con questo insieme di “cose” gli abitanti del paesino interagiscono in molti modi. A parole, la amano e ne celebrano le diverse stagioni, le meravigliose manifestazioni, dallo sbocciare dei fiori a primavera alle foglie che si tingono di rosso in autunno, alla neve che permette giochi favolosi. Ma…non appena la Natura diventa un po’ troppo “naturosa”, gli abitanti se ne stufano e corrono ai ripari per tutelare la propria comodità. E allora il bellissimo, ombroso tiglio che perde “troppe foglie” in autunno viene abbattuto e usato per fare un barbecue. La neve, prima invocata ma poi troppo faticosa da spalare, viene buttata nel lago insieme ad un ammasso indefinito di detriti. Che bello coltivare l’orto in primavera, ma poi zappettare fa venire il mal di schiena, un bassotto rimane incastrato in un cespuglio di rosa canina e una mamma oca insegue i contadini fai-da-te. Allora tutta l’urbanizzazione viene ricoperta da una deliziosa colata di asfalto, così tutto rimane più in ordine e nessuno si deve affaticare. Peccato che poi, questa Natura capricciosa, in altri momenti, prenda la sua rivalsa, mostrando la sua forza superiore, ma anche le conseguenze delle azioni umane, sotto forma di un meteo sempre più imprevedibile, implacabile ed impetuoso.

“Cretina di una natura” urlano gli abitanti. “Noi abbiamo fatto tutto bello qua, sai? Con la ghiaia e l’asfalto e i tageti! Lo sai quanto ci è costato?!” Ma alla natura no, non importa un fico secco di quanto costano le cose.

La Natura, in questo ritratto delle ipocrisie che appartengono, in scala micro (come quella raffigurata qui con irriverenza) o macro, un po’ a tutta la nostra società, non si cura di quanto i più arrogantelli tra i sapiens sapiens siano dissociati nei suoi riguardi. Nelle pagine finali di AdBåge, è un’entità silenziosa e potente, non intenzionalmente severa, o crudele come la voleva il Leopardi, ma distaccata. Semplicemente è, e l’autrice sembra suggerire che continuerà ad essere, maestosamente noncurante dei disastri causati da noi umani. Saremo noi, forse, a doverci mettere da parte, con le nostre pretese di ridurre, controllare, ordinare, dominare oltre ogni limite l’entità che tutti ci contiene.

Una lettura che i più grandicelli (penso agli ultimi anni della primaria e alle medie inferiori) potranno godere in autonomia (magari con la possibilità di confrontarsi con un adulto), ma che potrebbe essere anche uno strumento per affrontare in classe le tematiche legate al cambiamento climatico.

AdBåge, E. (2021). La Natura. Camelozampa

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