“Gli zoccoli delle castagne”: un mondo aspro e antico inondato di luce

Prendere tra le mani Gli zoccoli delle castagne è come ritrovare un baule colmo di vecchi rullini, farli sviluppare e scoprire una miriade di scatti e ritratti antichi, sguardi caparbi inondati di una luce lattea che smussa i toni scuri.
E’ un racconto illustrato per i grandi, quello pubblicato da Read Red Road (libreria indipendente e casa editrice di Roma) appena dopo la fine della quarantena, scritto da Barbara Ferraro (curatrice, tra l’altro, del blog Atlantide Kids, dedicato alla letteratura per l’infanzia) ed illustrato da Sonia Maria Luce Possentini. Un racconto che mi immagino particolarmente adatto ad essere letto ad alta voce, in una classe delle medie o anche delle superiori, intorno ad un fuoco immaginario; ma anche ad adulti e da adulti, silenziosamente.

Gli zoccoli delle castagne. Una storia vera che mescola il profumo ...

Barbara Ferraro ci trasporta nell’infanzia di sua nonna, impersonata da Lina, di undici anni. Un’infanzia povera, negli anni Trenta del Novecento, in una Calabria contadina il cui calendario collettivo è scandito da quello, millenario, della terra: il tempo delle patate, delle olive, dell’uva, delle castagne.
Lo racconta senza il timore di usare una lingua alta,  densa, preziosa e un ritmo lento. Lo fa dando spazio ai sensi, ricreando per noi suoni, rumori, odori, colori attraverso le parole. Senza timore di descrivere una vita per molti versi aspra, dura anche per i più piccoli, eppure ricca anche di momenti di pura bellezza. Di meraviglia, come spiega l’autrice stessa in questa interessante intervista pubblicata sul canale YouTube della casa editrice. Una meraviglia che le tavole ad acquerello e pastello potenti, vivide e al contempo terse di Sonia Maria Luce Possentini contribuiscono a rendere quasi tangibile.

Quello di Lina è un mondo che pare antico, che sembra distante dalla nostra realtà come una galassia remota, ma non lo è. E’ il nostro passato recente, la Storia fatta di quell’intreccio di storie di persone comuni nel quale affondano le nostre radici, al Sud come al Nord.  Lina è la sorella maggiore in una famiglia di mezzadri. E’ arrivato ottobre, e per la prima volta la bambina deve unirsi al gruppo di uomini, donne, ragazze in partenza per la raccolta delle castagne. Per un mese circa sarà via da casa e condividerà un lavoro faticoso e spazi spartani con gli altri contadini, costretti dalla necessità ad accettare questo incarico molto disagevole, ma soprattutto sottopagato. Alla rabbia verso il padrone che gli adulti ricacciano in gola si mescola l’eccitazione della bambina per l’inizio di questa esperienza “da grandi” al fianco del padre e della cugina Giovanna. Anche se è una ragazzina, Lina percepisce e comprende il senso di ingiustizia che amareggia gli altri lavoranti; lei stessa sa che il suo lavoro è pagato ancora meno di quello degli uomini, delle ragazze più grandi e persino del mulo. Le settimane scorrono, tra fatica fisica, momenti di nostalgia e frustrazione ed altri di convivialità e leggerezza, come le serate di balli improvvisati al ritmo dei tamburelli.
Come ogni ciclo, anche il tempo delle castagne finirà e Lina potrà tornare, orgogliosa dei segni di quel rito di passaggio, a casa, nelle mani silenziosamente affettuose della nonna.
Il racconto si conclude con un giorno di doppia celebrazione, la fiera del paese ed una festa di nozze, a rappresentare l’alternarsi di miseria e gioia, di sacrifici e di piccoli piaceri duramente guadagnati nella vita contadina.

L’autrice ha voluto dedicare quest’opera ai bambini che lavorano, oltre che alla memoria di sua nonna Carmela. Questa storia ci porta, come dicevamo, in un tempo che pare remoto, anche se la sostanza di cui è fatta  richiama tante realtà contemporanee e vicine a noi. Tanti bambini lavorano, nel mondo – tantissimi hanno lavorato anche nel nostro paese fino a non molto tempo fa. E ai mezzadri malpagati e maltrattati di inizio Novecento corrispondono, oggi, gli uomini e le donne sfruttati in queste stesse terre. Quelli che raccolgono – in condizioni troppo spesso disumane – la frutta e gli ortaggi che arrivano sulle nostre tavole. Un tema caldo che ci riporta istantaneamente al presente, e che rende questo libro, oltre che un’opera d’arte, un possibile punto di partenza per discussioni necessarie e urgenti, a scuola e non.

 

Ferraro, B., Possentini, S. (2020). Gli zoccoli delle castagne. Read Red Road

Età consigliata: dai 12 anni.

 

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