Atmosfere d’inverno e di Natale: cosa leggiamo sotto l’albero?

Anche se, personalmente, escludo di stare diventando più saggia, penso che uno dei vantaggi del nostro inevitabile processo di stagionatura sia che possiamo iniziare ad accettare con più morbidezza alcune delle nostre contraddizioni, complicazioni e idiosincrasie. Con il Natale, nella mia vita anagraficamente adulta, ho sempre intrattenuto un rapporto di amore/odio, per una serie di intricate ragioni personali, ma anche lavorative (se avete mai passato uno o dieci mesi di dicembre a bagnomaria nella grande distribuzione per i più svariati motivi, beh, saprete che tendenzialmente questo periodo può diventare Il Male).
Adesso che, per fortuna, sono tornata ad ascoltare Bublè e Mariah Carey senza più sintomi da PTSD, posso dirlo: l’ambaradan del Natale mi piace, dai.
La religione dei padri, ma soprattutto delle madri (superiore) l’ho abbandonata molti anni fa. Naturalmente non me ne potrò mai distaccare del tutto – fa parte, con tutti i nodi problematici che comporta, della mia formazione personale, del bagaglio storico e culturale del paese in cui vivo, dell’immaginario collettivo, del calendario.  Del Natale non mi appartiene il significato religioso in senso stretto, e continuo a trovare respingenti e inquietanti i suoi aspetti più brutalmente materialistici e consumistici, quelli più lontani dallo spirito originario di questa festa. Mi dà sui nervi anche la retorica del ‘a Natale si è tutti più buoni’: se si vuole essere buoni o generosi, non occorre certo aspettare dicembre.

Mi affascina, però, l’idea di una celebrazione che segna, da ben prima del cristianesimo, l’inizio dell’inverno, e il lento ri-allungarsi delle ore di luce, con tutto il simbolismo che questo rappresenta e sul quale si è innestata la festa cristiana: per esempio, il ciclo eterno della natura che riposa per poi rinnovarsi e rinascere, la vita che va avanti. Mi piace l’idea di un periodo di raccoglimento simil-letargo nel quale, idealmente, accoccolarsi con persone scelte, stare al caldo oppure camminare, giocare, cucinare e mangiare cose speciali, condividere un tempo lento, sospeso, separato da quello accelerato della vita ‘normale’. Mi piacciono le lucine, soprattutto quelle piccole, le renne,  gli abeti decorati. Mi piacciono tantissimo i canti natalizi, sacri e profani, mi piacciono l’agrifoglio e il vischio. E mi piacciono i film e i libri, le storie, insomma “di Natale”. Ma anche, dato che sono una fan dell’autunno e dell’inverno, quelle che richiamano le atmosfere un po’ ovattate e magiche di questi mesi dell’anno.

Sotto Natale si trovano, sugli scaffali delle librerie, tantissimi libri “strenna” ideati per i bambini, a tema festivo o meno. Spesso troviamo edizioni da collezione di classici e raccolte di racconti a tema, accanto, naturalmente, a tutte le novità editoriali del momento e ai volumi natalizi di collane e personaggi amati dai più piccoli, da Giulio Coniglio agli animali di Richard Scarry, passando per la Pimpa e tanti altri. Abbondano i libri-attività  con adesivi, forme da ritagliare, oggetti da costruire. La mia manualità fine è pari a zero, ma segretamente vorrei riceverne in regalo uno: in futuro userò Polpetta come copertura.
Di albi illustrati a tema natalizio ce ne sono tantissimi, molti dei quali deliziosi; se volete indulgere in questo piacere…c’è solo l’imbarazzo della scelta.
Quest’anno ho voglia di proporvi una carrellata di gustose letture dai sapori di inverno e di Natale, ideali da condividere con gli abitanti più piccoli di casa vostra. Leggere ai bambini vi offrirà un’ottima scusa per calarvi, voi per primi, tra queste pagine festose!

La narrazione primigenia del Natale: la natività

Iniziamo da un paio di suggerimenti  legati alla narrazione del Natale cristiano, per chi voglia condividere alcuni elementi della tradizione, se credente, oppure raccontare ai bambini la storia dietro a  questa festa.
Natale nella stalla è stato, per me, una piacevolissima scoperta. Si tratta di uno splendido albo illustrato di Astrid Lindgren e Lars Klinting, edito da Il gioco di leggere, che racconta l’essenza della natività. Un bambino chiede alla mamma di raccontargli la storia del Natale, e mentre ascolta il racconto si immagina che la vicenda si svolga nella stalla vicino a casa sua, in una campagna svedese invernale innevata. I personaggi non vengono nominati – si parla di una coppia di viandanti infreddoliti e stanchi che trovano rifugio in una stalla in una notte gelida e buia, e dei pastori che li trovano lì, tra le pecore, illuminati da una stella insieme al loro piccolo appena nato –  ma la narrazione è affascinante nel suo andare dritto all’essenza, al cuore della storia del Natale e ai suoi tratti universali e senza tempo, che trascendono il messaggio religioso.  La sconvolgente straordinarietà, il miracolo umano del venire al mondo, lo stupore dei pastori e l’accoglienza,  in una cornice intima, fatta di silenzio e di odori animali.

foto natale

Per i fan dei presepi, imperdibile Il Presepio di Emanuele Luzzati, edito da Gallucci. Abitando a Torino, ho avuto per diversi anni la fortuna di potermi imbattere nelle favolose illustrazioni a grandezza d’uomo dell’artista genovese, installate in alcuni luoghi chiave del centro città nel periodo natalizio. Questo libro pop up è un bellissimo regalo da fare a chi adora il tratto inconfondibile di Luzzati: in poche mosse, una versione di carta, in piccolo, ma ugualmente incantevole, del famoso presepio potrà trovare posto su una mensola o un tavolino.

Qualche novità del 2019

Proseguiamo con una serie di letture che non toccano gli aspetti religiosi del Natale, ma ne racchiudono e richiamano l’atmosfera festosa e gli elementi magici. Iniziamo con tre novità di quest’anno.
L’ultimo regalo di Babbo Natale è un piccolo albo con testi di Marie-Aude ed Elvire Murail ed illustrazioni di Quentin Blake, edito da Camelozampa. Una storia dolce e lieve dedicata ai bambini che si trovano in un’età di confine, quella in cui si vorrebbe continuare a credere a Babbo Natale, ma si sente dissolvere un po’ la magia del Natale così come lo si era vissuto da piccoli. Julien riceve un regalo inaspettato sotto l’albero: una locomotiva di legno, che chiamerà Juliette. Secondo i suoi genitori, Babbo Natale si è sbagliato, Juliette era destinata a qualche altro bambino. A malincuore, l’anno dopo Julien lascia il giocattolo sotto l’albero perchè Babbo Natale la riprenda, e si ritrova davanti ad un’altra sorpresa.

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Elfi al quinto piano, edito da Feltrinelli, è un racconto natalizio di una delle co-autrici di Storie della buonanotte per bambine ribelli, Francesca Cavallo, illustrato da Verena Wugeditsch. Se le Storie della buonanotte, per vari motivi, non mi hanno convinto granchè, questa è una gradevole novella urbana contemporanea, che mi ha incuriosito e che inserisco nella mia lista perchè ha il pregio di rappresentare, per una volta, in una storia di Natale, una famiglia con due mamme e tre figli, peraltro con tratti etnici diversi tra loro (doppio colpo per i leghisti). Protagonisti sono tre fratellini che si sono appena trasferiti nella città di R., arrivati da un paese lontano nel quale famiglie come la loro sono diventate fuorilegge.  La città di R. è carina ma un po’ troppo perfettina: i suoi abitanti, diffidenti e sospettosi verso ogni briciola di novità, vivono rigorosamente ognuno per conto proprio, senza fare amicizia al di fuori del ristretto nucleo familiare. Per fortuna ci sono i bambini, quelli “ribelli” in modo sano, pronti a mescolarsi tra loro, a darsi una mano e a dare una mano agli elfi di Babbo Natale. Il formato breve di questa storia contribuisce a rendere un po’ troppo evidenti, a mio vedere, i suoi tratti didascalici, che forse in una narrazione più lunga e articolata sarebbero apparsi più sfumati. D’altra parte, come ho scritto altre volte, credo che in alcuni ambiti i libri “a tema”, che portano alla luce realtà prima considerate tabù, siano utili e necessari come strumenti educativi…soprattutto verso gli adulti.  Quindi do il benvenuto sugli scaffali natalizi a Camila, Manuel e Shonda, e soprattutto alle loro mamme, che probabilmente ne hanno già viste di cotte e di crude e non si lasciano certo sconcertare da un’invasione di elfi in casa.

Continuiamo con un piacevole albo illustrato dagli scenari innevati, per ora disponibile solo in inglese (anche come ebook): Last post before Christmas di Chris Rice. Protagonista è Florence, un po’ mogia perchè suo nonno non sembra condividere proprio per niente il suo spirito natalizio.  Quando la bambina si accorge di essere in ritardo per l’invio della sua lettera a Babbo Natale, insegue il nonno, uscito per il suo giro di pesca natalizio, per chiedergli di imbucarla. Ma il nonno sembra scomparso nel nulla, e quella buca rossa della Royal Mail in mezzo alla neve sarà il punto di svolta oltre il quale Florence scoprirà un segreto di famiglia fino ad allora custodito molto bene.

Natale classico e vintage

Immergiamoci, adesso, in un’atmosfera dal sapore più vintage, iniziando con un silent book dalle illustrazioni incantevoli, che ho recuperato in biblioteca: Il Natale di Carl di Alexandra Day, edito in italiano da Sperling&Kupfer. Carl è un tenerissimo rottweiler che, sulla scia di esempi illustri come Nana Darling, occasionalmente si ritrova a fare da babysitter al cucciolo umano di casa, di circa un anno. E’ la vigilia di Natale, e i suoi padroni sono usciti, lasciandolo con il bimbo. Il cagnone e il piccolo sanno di certo come divertirsi: dopo aver giocato in casa, infilato un tutone imbottito, escono per un giretto prenatalizio in città, tra avventure ed incontri vari, a due e quattro zampe. La serata si concluderà con un pisolino davanti al camino, dopo un inaspettato incontro con Babbo Natale e le sue renne.

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Altri due albi, due colpi di fulmine…retrospettivi. Il primo è Snow in the Garden: una raccolta, uscita nel 2018, di brevi racconti, ricette, poesie e suggerimenti di attività natalizie per bambini, deliziosamente illustrate con tavole di Shirley Hughes, pubblicate per la prima volta nei primi anni Novanta. Come nel caso  di Alexandra Day, lo stile di queste pagine ha un qualcosa di vintage, di classico e allo stesso tempo le atmosfere ricreate sono molto calde, intime – heartwarming, direbbero i Britanni. Tra una ricetta di biscotti al burro e una di tortini salati e le istruzioni per realizzare con i più piccoli semplici e divertenti decorazioni e bigliettini, troviamo poesie e racconti che celebrano, con semplicità, le gioie dell’inverno e delle feste condivise con le persone più care.

Il secondo è un altro albo firmato da Astrid Lindgren, illustrato da Ilon Wikland. Nell’edizione anni ’70 che ho avuto la fortuna di rintracciare, si intitola Of Course Polly Can Do Almost Everything. Ho scelto questa versione per ragioni di omonimia, ma in realtà questo personaggio è conosciuto, sia in Italia sia all’estero, con una varietà di nomi ed è stato raffigurato da vari illustratori, a seconda delle traduzioni e delle edizioni. Di recente, da noi questa vispa bambina scandinava è tornata sugli scaffali sotto il nome di Lotta, ma alcuni decenni fa era nota, sempre in Italia, come Betta.  Questo stesso volume è stato poi ripubblicato, in inglese, con il titolo di Lotta’s Christmas Surprise. Adoro questo albo per la sua ambientazione: le illustrazioni di Wikland ricreano immediatamente ambientazioni calde e gioiose, sia che rappresentino esterni urbani innevati, sia che ritraggano scene domestiche. Polly è una fan del Natale, ma quest’anno qualcosa rischia di andare storto: in città non ci sono più alberi da comprare. L’ingegnosa protagonista riuscirà a risolvere la situazione, accompagnata dal suo animale totem, un maialino rosa. Se anche a voi affascina lo stile di Wikland, vi consiglio di cercare un altro classico natalizio di questi due autori, Christmas in Noisy Village nell’edizione in inglese.

Per i lettori un po’ più grandi, genitori compresi, ho scovato una piccola chicca fuori catalogo: si tratta di Una festa davvero speciale di Jennifer Shine (pseudonimo inventato da due autrici spagnole), edito da Sperling&Kupfer a fine anni Novanta. Tecnicamente è un libro per adulti, ma per i suoi contenuti potrebbe essere piacevolmente condiviso (anche ad alta voce, per una serata alternativa) con dei preadolescenti. La voce narrante è quella di Alma, autrice di libri di viaggio di successo, single e indipendente, che si ritrova, per troppa generosità verso un amico, a trascorrere alcuni giorni occupandosi di Natalia, una bambina di 6 anni vivace e simpatica quanto figlia del consumismo. In fuga dalla città, le due vivranno alcune giornate surreali ma tenere nel silenzio della campagna, alla scoperta amichevole l’una dell’altra, di alcuni piccoli piaceri che la travolgente quotidianità urbana non consente sempre di assaporare, e del fantomatico “spirito del Natale”.

Un’altra lettura vintage che potranno apprezzare i lettori più grandicelli (adulti compresi) è quella dei Racconti di Natale di Louisa May Alcott, una breve raccolta edita da Garzanti. Un’occasione per ritrovare lo stile dell’immortale autrice della saga di Piccole donne, in salsa natalizia.

Risate sotto l’albero

Degno di nota è anche tutto il filone umoristico, che gioca con i personaggi e i luoghi comuni del Natale.
I due esilaranti e dissacranti albi a fumetti Babbo Natale e Babbo Natale va in vacanza, di Raymond Briggs, editi in Italia da Rizzoli, ci mostrano lati inediti del vecchietto vestito di rosso più famoso del mondo. Nel primo, vediamo il “dietro le quinte” del lavoro di Babbo Natale,  meno romantico e più faticoso di quanto siamo soliti immaginare. Nel secondo, seguiamo questo adorabile Babbo Natale in una vacanza dalla quale tornerà, forse, più stanco di prima.

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Caro Babbo Natale di Anna Vivarelli, deliziosamente illustrato da AntonGionata Ferrari, edito da Interlinea, raccoglie il carteggio tra Michele e un Babbo Natale a dir poco evasivo. Irriverente e politicamente scorretto, questo libriccino ci fa scoprire come le numerose e colorite letterine di Michele, che mentre chiede consigli a Babbo Natale racconta anche di sè e del suo mondo, ricevano sempre una stessa risposta prestampata, sempre uguale, nella quale il vecchietto barbuto gli raccomanda di comportarsi bene, senza mai rispondere alle sue domande. Scocciato, alla fine Michele deciderà di rivolgersi alla Befana.
L’alce Gustavo, edito da Il Castoro, racconta l’improbabile amicizia tra un Babbo Natale sgangherato e Gustavo,  alce emarginato dai suoi simili a causa delle sue corna gigantesche, una delle quali si è pure rotta. Due solitudini che si incontrano e che fanno faville, magistralmente disegnate da Volker Kriegel.
Per i piccolissimi, un divertente classico disponibile in edizione cartonata è Buon Natale, Mog! di Judith Kerr, edito da Mondadori. Qui ritroviamo Mog, gatta cicciosa e diffidente, che non apprezza la baraonda prenatalizia in casa, si sente minacciata e decide di chiamarsene fuori. Un personaggio nel quale molti bipedi introversi, allergici all’eccessivo scompiglio dei grandi raduni parentali, potranno riconoscersi.

Un magico inverno

Per finire, una manciata di letture non legate strettamente al Natale, ma dedicate a raccontare dimensioni, alcune quotidiane, altre magiche, dell’inverno.

Lo scorso anno Topipittori ha portato in Italia una collezione di quattro albi che mi piacciono molto: i libri delle stagioni di Rotraut Susanne Berner. Questi grandi cartonati senza parole si inscrivono nella categoria dei Wimmelbuch, libri brulicanti di figure e particolari tutti da assaporare nel tempo. Berner ci porta alla scoperta di una città tedesca nel corso delle stagioni, e in ogni periodo dell’anno in questi grandi scenari ferve l’attività: grandi, piccoli e animali sono in perenne movimento, aperti e curiosi verso l’ambiente che li circonda. La scena si snoda da una tavola all’altra senza soluzione di continuità: percorriamo una stessa strada dalle frange suburbane circondate dalla campagna al centro città, ad una zona periferica con un parco e un laghetto. Lungo questo percorso una piccola galassia di personaggi si muove, combina pasticci, viaggia, fa cose e vede persone ed è un vero tripudio di colori e di delicato umorismo. Inverno è il primo albo di questa serie che ho scoperto, anni fa, ad un corso di promozione della lettura, nell’edizione tedesca e niente, la prima stagione non si scorda mai.

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Voliamo in Giappone, paese del quale è originario Kazuo Iwamura, autore della serie di albi dedicati alla famiglia Topini, tradotti in italiano per Babalibri. Ne L’inverno della famiglia Topini non succede nulla di eclatante,ma l’illustratore ci accompagna per mano in un mondo affascinante: quello della tana sotterranea dei topini, dove una numerosa famiglia trascorre piacevolmente il tempo durante le più gelide giornate invernali inventando giochi di società, cucinando dolcetti e costruendo slittini, alla luce tenue ma calda delle candele. E quando spunta il sole, tutti fuori nell’aria frizzante a giocare nella neve, in un paesaggio bianco e fatato.

Proprio la neve, ormai sempre più rara nelle nostre città e forse, per questo, più magica, è al centro di due bellissimi albi: La prima neve di Bomi Park, edito da Lupoguido e Peter nella neve di Ezra Jack Keats, ripubblicato di recente da Terre di Mezzo.
Il primo si gioca tutto sui toni del bianco, del grigio e del nero con alcuni dettagli in rosso. Onirico e assolutamente incantevole, ci porta a seguire una bimba che si risveglia di notte, scoprendo che nevica. In silenzio la piccola protagonista esce di casa e comincia a giocare con la neve, seguita da un minuscolo cucciolo di cane. I due piccolissimi si avventurano nel mondo ovattato al di là del giardino di casa, facendo rotolare una palla di neve. Attraversano una città e un bosco, sotto la luna e i fiocchi di neve, fino ad arrivare ad una radura dove sono arrivati, da luoghi vicini e lontani, tanti altri bambini con le loro palle giganti di neve.
Peter nella neve è un grande classico dell’illustrazione, pubblicato per la prima volta negli Stati Uniti nel 1962. All’epoca fu un’opera innovativa sia per la scelta di avere per protagonista un bimbo afroamericano, sia per l’adozione di una varietà di tecniche diverse nelle sue tavole. Anche in questo caso seguiamo un bimbo nella sua scoperta della neve e di tutte le entusiasmanti possibilità che una giornata nella neve può offrire: dalle impronte ai pupazzi, dagli “angeli nella neve” alle discese lungo cui ruzzolare spericolati.
Concludiamo la nostra gita invernale con un’ultima tappa in Scandinavia, alla conoscenza di Tove Jansson e dei suoi Mumin. In Magia d’inverno, edito da Salani, pubblicato per la prima volta nel 1957, incontriamo il Mumin più giovane, che si sveglia all’improvviso nel bel mezzo dell’inverno, quando la sua famiglia è immersa nel letargo, e non riesce più a prendere sonno. Come un bambino che si svegli all’alba quando i genitori dormono, avventurandosi nel silenzio della casa, Mumin è diviso tra la curiosità e il timore di essere solo. Si avventurerà nella valle innevata, incontrando vecchi amici e nuove conoscenze, affrontando momenti di sconforto e scoprendo l’altra faccia, quella invernale, misteriosa e rigida ma  affascinante a modo suo, della realtà che gli apparteneva fino a quel momento. Il silenzio dell’inverno offre l’habitat ideale ad una serie di creature e personaggi troppo timidi per mettere il naso fuori dalla tana in altre stagioni. Un’avventura surreale per immergersi nel mondo dei Mumin.

E voi, cosa leggerete sotto l’albero?

 

Alcott, L.M. (2016). Racconti di Natale. Garzanti

Berner, R.S. (2018). Inverno. I libri delle stagioni. Topipittori

Briggs, R. (2013). Babbo Natale. Rizzoli

Briggs, R. (2014). Babbo Natale va in vacanza. Rizzoli

Cavallo, F. (2019). Elfi al quinto piano. Feltrinelli

Day, A. (1991). Il Natale di Carl. Sperling&Kupfer

Ferrari, A., Vivarelli, A. (2010). Caro Babbo Natale. Interlinea

Hughes, S. (2018). Snow in the Garden. Walker Books Ltd.

Iwamura, K. (2014). L’inverno della famiglia Topini. Babalibri

Jansson, T. (2008). Magia d’inverno. Salani

Keats, E.J. (2019).  Peter nella neve. Terre di Mezzo

Kerr, J. (2017). Buon Natale, Mog! Mondadori

Kriegel, V. (2003). L’alce Gustavo. Il Castoro

Lindgren, A.,  Klinting, L. (2011). Natale nella stalla, Il gioco di leggere

Lindgren, A., Wikland, I. (1978). Of Course Polly Can Do Almost Everything. Follett Publishing Co.

Lindgren, A., Wikland, I.(1981).  Christmas in Noisy Village. Puffin

Luzzati, E. (2009). Il Presepio. Gallucci

Murail, M-A., Murail, E., Blake, Q. (2019). L’ultimo regalo di Babbo Natale. Camelozampa.

Park, B. (2018). La prima neve. Lupoguido

Rice, C. (2019). Last post before Christmas. Indipendently published

Shine, J. (1998). Una festa davvero speciale Sperling&Kupfer

 

 

 

 

 

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