Con Virginia Wolf e Vanessa nei chiaroscuri della mente

Ci sono libri, destinati ai bambini, che sanno toccare corde delicate negli adulti e sanno emozionare non poco. Ci sono libri coraggiosi che abbracciano, nelle loro pagine, temi difficili, aspri, e sanno raccontarli ad un pubblico di lettori bambini.
E’ il caso di questo delicato e potente albo scritto da Kyo Maclear ed illustrato da Isabelle Arsenault, che si intitola Virginia Wolf. La bambina con il lupo dentro e che, agli adulti, richiamerà immediatamente o quasi un altro nome, molto celebre. Tra le pagine incontriamo le protagoniste, due sorelle di nome Vanessa e Virginia e la corrispondenza, per molti, sarà chiara.

E’ Vanessa la voce narrante: questa bimba dall’aria deliziosamente tardo-vittoriana, con sguardo vivace, gote rosee, fiocco in testa e minuscole scarpette Mary Jane, ci racconta che sua sorella Virginia, a volte, si sveglia di un umore particolarmente nero. Virginia ci appare come un’ombra dalla testa di lupo e il corpo di bambina; emette strani suoni e fa cose strane, scaccia via le amiche venute a giocare, aggredisce di continuo chi le sta intorno, irritata e incupita da tutto.
Arsenault e Maclear restituiscono con semplicità ed efficacia, attraverso immagini e parole, la sensazione di una persona (non importa se bambina o adulta) che si sente scivolare in qualcosa di simile ad uno stato depressivo: le tavole a colori fanno spazio ad una scala di grigi e neri, anche Vanessa diventa un’ombra scura, inghiottita dal malessere di Virginia, e tutto il mondo delle bambine va sottosopra.

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La casa è sprofondata.
Su è diventato giù.
Chiaro è diventato scuro.
Allegro è diventato triste.

Vanessa le prova tutte per risollevare lo spirito della sorellina-lupo, ma ogni sforzo è inutile: Virginia si rifugia sotto le coperte e chiede a gran voce di essere lasciata sola. Qui inizia la parte, secondo me, più tenera e magica della storia. Vanessa non dà retta alla sorella e si infila sotto le coperte con lei. Le due studiano, dalla finestra, le forme delle nuvole; poi Vanessa supplica Virginia di dirle che cosa potrebbe farla stare meglio. “Se adesso potessi volare mi sentirei meglio”, risponde dopo un po’ la lupetta. Virginia spiega alla sorella dove vorrebbe volare: a Bloomsberry, un luogo perfetto, pieno di ottimi alberi sui quali arrampicarsi, fiori bellissimi, torte glassate e neanche la minima traccia di malinconia. Vanessa non la trova sull’atlante, questa Bloomsberry. Allora scivola via mentre la sorella fa un sonnellino, prende i suoi colori ed inizia a disegnare, nella stanza, uno scenario fantastico, un giardino lussureggiante nel quale si sente il rumore delle foglie accarezzate dal vento e alcuni fiori hanno boccioli a forma di pasticcini e caramelle. Vanessa continua a dipingere: aggiunge animaletti, un’altalena, alberi e una scala che arriva fino alla finestra, in modo che tutto ciò che è giù possa risalire. Aggiunge uccelli e una grande campo dove poter correre a perdifiato. Virginia presta sempre più attenzione ed “entra” con Vanessa nel mondo dipinto, iniziando a raccontare la storia di una chiocciola. La magia – scaturita dall’amore tra le due bambine e dal potere della creatività, dell’arte in senso lato – sta funzionando: giù ritorna su, scuro ritorna chiaro, triste ritorna allegro, e le sorelline si sentono risollevare, fluttuare leggere insieme all’intera casa.
La mattina dopo, i colori sono tornati tra le pagine e a casa Stephen.Virginia si sente meglio. Intravediamo la sagoma delle teste delle due bambine, per scoprire nella pagina successiva che le orecchie da lupo si sono trasformate nel grande fiocco indossato da Virginia. Le piccole Stephen escono a giocare, forse in un giardino reale, forse nella Bloomsberry che Vanessa ha saputo creare per la sorella minore.

I lettori adulti che hanno familiarità con la biografia di Virginia Woolf, con la doppia O, chiuderanno queste pagine con la consapevolezza che, con quel lupo dentro, Virginia dovrà fare i conti per sempre. Non ha importanza, qui, dare un nome a questo malessere mentale – depressione, disturbo bipolare o altro.  Da una parte, conoscere l’epilogo della storia di Virginia getta un’ombra cupa – per noi adulti – sulla lettura di questo albo profondamente vitale. Per quanto le ragioni di un suicida siano complesse e inconoscibili nella loro essenza a chiunque altro, è opinione diffusa che quel male abbia avuto un peso determinante nella scelta della celebre scrittrice e intellettuale britannica. Il lupo ha accompagnato Virginia, tra alti e bassi, fino a quel giorno di marzo del 1941.

Dall’altra parte, possiamo far girare questo caleidoscopio di pagine tra le nostre mani, e lasciarne accarezzare le pagine da una diversa luce. Quella bambina che a volte diventava lupo è diventata grande, e non solo: è diventata Grande. Ha avuto un’esistenza piena, intrisa di grandissima fecondità creativa e passione intellettuale, di attivismo, ricca di relazioni umane profonde, non ultima l’amore fortissimo che la legò per tutta la vita alla sorella, la pittrice Vanessa Bell.  Ha vissuto con intensità il suo tempo – quello personale e quello della Storia. Nonostante il lupo, nonostante le ombre che si impadronivano della sua mente, o forse anche per via di quelle ombre, ha lasciato un segno indelebile.

Bloomberry, quella terra promessa del cuore e della mente, la Virginia grande l’ha saputa creare davvero, e non da sola, ma insieme ad altri. Bloomberry è diventata il Bloomsbury Group. Non secondario è il ruolo di Vanessa: anche nella sofferenza, la mano tesa delle persone più intime, degli spiriti più affini e vicini riesce a raggiungere Virginia. Non può dissipare del tutto le ombre, non può salvarla dal lupo. Può, però, contribuire a dare ossigeno e colori, a dare senso ai suoi giorni, che è quello che fanno gli amici e le relazioni più importanti.
Un meccanismo che funziona in entrambe le direzioni: dalle ricche testimonianze disponibili, emerge un ritratto di Woolf come una persona profondamente dedita alla sua cerchia di amici e familiari, una sorella, zia, amica brillante, generosa e passionale nei suoi affetti più cari.  Un ritratto che i lettori più grandi potranno ritrovare, per esempio, tra le pagine di Tutto ciò che vi devo. Lettere alle amiche, una breve raccolta di lettere scritte da Woolf, a cura di Eusebio Tabucchi, disponibile in una gradevole edizione ideata per essere affrancata e spedita de L’Orma Edizioni.

Il lupo avrà la parola finale. Ma nel frattempo, c’è stata una vita piena di impegno,  arte, amore,  di tutte le sfumature di colori esistenti, dalle più chiare alle più scure –  e, probabilmente, di pasticcini. Una vita che nessuna ombra potrà cancellare.

Maclear, K., Arsenault, I. (2014). Virginia Wolf. La bambina con il lupo dentro. Rizzoli.

Età consigliata: dai 6 anni.

Tabucchi, E. (a cura di, 2014). Woolf. Tutto ciò che vi devo. Lettere alle amiche. L’Orma Edizioni.

Le immagini sono tratte dall’edizione in inglese dell’albo (Virginia Wolf, Book Island, 2012).

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