I libri si leggono, non si bruciano

La notte tra il 24 e il 25 aprile un incendio ha gravemente danneggiato La Pecora Elettrica, libreria-caffetteria del quartiere Centocelle a Roma.

Non è sicuro che si tratti di un deliberato attacco ad un presidio della cultura che si era in precedenza dichiarato esplicitamente antifascista, proprio il giorno della Festa della Liberazione, ma la probabilità, ovviamente, è alta. E se danneggiare una proprietà privata, nonchè un’attività commerciale che per alcune persone rappresenta un lavoro ed un investimento, è già di per sè un reato e un’azione deprecabile, il gesto simbolico di bruciare i libri per intimidire chi diffonde cultura è

infame,

disgustoso,

osceno.

Siamo veramente arrivati – o tornati – a questo punto?
A questo livello barbarico di ‘dibattito’ politico? Bombe carta contro una libreria, striscioni che inneggiano a Mussolini, bottiglie molotov contro la sede della Lega a Prati (e potremmo andare avanti a lungo)? E il 25 aprile ridotto a un derby, una celebrazione divisiva?

Solidarietà alla libreria romana, e in bocca al lupo a tutti i librai, bibliotecari, insegnanti, che – io ci credo – contribuiscono ogni giorno a prevenire e contrastare la diffusione di questa ignoranza odiante e odiosa e delle sue modalità di “dialogo” tra i più piccoli e i più giovani.

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