Note oltre il tempo e le barriere:”La diga”

Pagine intrise di vibrante malinconia, di struggente ed aspra bellezza, quelle de La diga, testi di David Almond ed illustrazioni di Levi Pinfold, edito qualche mese fa da Orecchio Acerbo.

Tavole suggestive e intense che si fanno sconfinate nel ritrarre i brumosi scenari del Northumberland. Una ragazzina e suo padre, una valle ancora ricca di vita – piante, animali, colori – che sta per scomparire. Un violino.

Una mattina qualunque senza tempo, un villaggio di case di pietra ormai evacuato, abbandonato in attesa che l’acqua invada ogni cosa. Nell’aria, i ricordi degli anni vissuti in quella valle, segnato dall’amore condiviso per la musica e il ballo. La musica che il padre, Mike, vuole portare un’ultima volta nei luoghi che ha amato, poco prima che la nuova diga li trasformi per sempre.

Ed ecco che la ragazzina, Kathryn, inizia a suonare il violino, Mike a cantare. Le note si sprigionano nel villaggio deserto, riecheggiano nella valle, e si fanno presenza, si trasformano in ombre leggere che volteggiano in questo scenario spettrale.. Mike e Kathryin intonano un canto per chi non c’è più e per chi arriverà, una sorta di inno di addio, di amore, di riconoscenza alla terra, alle bestie, agli amici ormai lontani che hanno dato un senso allo stare insieme, proprio lì. 

La diga viene completata. L’acqua inizia a salire e a sommergere i contorni di quel mondo, trasformandone la fisionomia; prende forma un grande, imponente lago.

C’è ancora bellezza, c’è ancora la maestosità imponente della natura. C’è un nuovo luogo, radicalmente diverso, dove si potrà vivere e amare, mentre le note continuano a risuonare attraverso le acque del lago.

La musica diventa una forza mistica che lega uomini e natura, un linguaggio universale, potente e profondamente umano che attraversa le barriere del tempo e continua ad unire le anime, passate e presenti, lungo il cerchio inarrestabile delle stagioni. Al di là di ogni cambiamento, per quanto ineluttabile e drastico. Al di là di ciò che apparentemente ci divide o ci travolge.

 

La musica è dentro di noi.

Scorre oltre tutte le dighe che ci portiamo dentro.

Ci fa suonare-

Ci fa cantare.

Ci fa ballare.

 

Almond, D., Pinfold, L. (2018). La diga. Orecchio acerbo.

Età consigliata: dai 5 anni.

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