Di ponti, di zaini e di sognatori

Volevo chiudere il 2018 ed inaugurare il 2019 con un’iniezione di ottimismo, e qualche giorno fa mi sono imbattuta in questo intenso e delicato albo illustrato, che non è ancora disponibile in Italia, ma si può ordinare online, anche sotto forma di e-book, in inglese oppure in spagnolo.

Yuyi Morales, autrice e illustratrice pluripremiata, di origine messicana e residente negli Stati Uniti da molti anni, in Dreamers/Soñadores, opera autobiografica, racconta i primi passi suoi e del suo bambino, Kelly, come migranti nel continente nordamericano.
Una giovane mamma e il suo bambino piccolissimo attraversano un ponte, con uno zaino in spalla carico di “doni” – ricordi, radici, talenti e passioni che portano con sè. Arrivati dall’altra parte, non possono più tornare indietro e tutto è estraneo e difficile da decifrare: la lingua, la cartina della metropolitana di San Francisco, le regole di questo nuovo paese nel quale non riescono ancora a farsi capire.

Mamma e bambino camminano, esplorano, fino a che, un giorno, fanno una scoperta cruciale: arrivano in un luogo “misterioso, fantastico, incredibile, sorprendente”.  Una biblioteca pubblica, accogliente e piena zeppa di libri, soprattutto libri illustrati, che possono leggere e portare a casa.

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Attraverso le pagine, non solo la protagonista e il suo piccolo, poco alla volta, prendono confidenza con la lingua inglese, ma intraprendono un altro viaggio alla scoperta di tanti altri mondi possibili e di se stessi possibili. La frattura del distacco dal paese natale si rimargina, e la giovane donna ritrova fiducia in se stessa, trova modo di usare la propria voce (letteralmente e non) nella seconda lingua, inizia ad immaginare un futuro nel quale utilizzare le proprie abilità e realizzarsi, in questo nuovo mondo che inizialmente percepiva come ostile. La cultura di provenienza e quella del paese di arrivo si fondono, iniziano ad intrecciarsi in modo fertile, non sono reciprocamente esclusive.

Nella postfazione, Morales racconta parte della propria esperienza di migrante, includendo una bibliografia con i titoli per lei più significativi, tra quelli incontrati sugli scaffali delle public libraries di San Francisco.

I “Dreamers”, negli Stati Uniti, sono le persone arrivate negli Stati Uniti nell’infanzia, senza documenti. Questa non è la situazione di Yuyi nè del figlio Kelly, ma l’autrice volutamente gioca con questo termine, riferendosi con esso a tutti i “migranti sognatori” di ogni parte del mondo. Persone che non arrivano a mani vuote, non sono pagine bianche senza un passato, ma che si lasciano tutto ciò che conoscevano alle spalle. Guidate dalla speranza, e dalla scommessa, di poter mettere a frutto le proprie capacità, le proprie passioni, il proprio bagaglio culturale anche una volta passato quel ponte, o quel mare, o quel confine.

Le illustrazioni di Morales nascono dall’unione di tecniche diverse – principalmente disegni colorati con pittura acrilica e fotografie – e sono dense, ricche, cariche di elementi simbolici e connotate da una sorta di elemento metanarrativo (la mano dell’illustratrice e autrice che disegna e scrive il libro stesso). Incantevoli e potenti come il messaggio che veicolano.

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Siamo storie.
Siamo due lingue.
Siamo lotta.
Siamo tenacia.
Siamo speranza.

Siamo sognatori,
sognatori del mondo.

Siamo amore.

Morales, Y. (2018). Dreamers/Soñadores. Neal Porter Books, Holiday House/New York.
Traduzione in spagnolo a cura di Teresa Mlawer.

Età consigliata: dai 6 anni.

 

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