Strega a modo mio

Cercate un graphic novel da sgranocchiare nelle serate vicine ad Halloween? Strega a modo mio di Emma Steinkellner (edita da Tunuè) ha tutti gli ingredienti giusti!

Halena Huff ha 13 anni, una passione per le streghe e si sente una outsider nella sua piccola città piuttosto tradizionalista e sonnacchiosa, che vive ancora all’ombra della sua famiglia più potente, la famiglia Kramer, che nel 17mo secolo aveva condotto una famosa caccia alle streghe. Founder’s Bluff (nome geniale per questa città) le sta un po’ stretta, ma non capisce bene perché.

A scuola Halena non è particolarmente popolare – del resto i compagni di classe sembrano perlopiù un po’ stupidotti – e il suo rifugio è il negozio dell’usato dove sua madre l’ha cresciuta da sola, con il sostegno del vecchio proprietario, il signor Lazslo, ormai morto da alcuni anni.
Halena ha un’ottima relazione con sua madre, Calendula, fino a quando, all’improvviso, scopre di avere dei poteri sconosciuti, e che sua madre le ha tenuto nascosta da sempre una parte davvero importante della sua e della loro storia.

Quando scopre di essere figlia e nipote di streghe, in Halena prende il via una rivoluzione, che la porterà a fare i conti con il passato complesso della sua famiglia e con la storia della sua città, famosa per i processi alle streghe. Calendula ha tagliato i ponti con la sua comunità magica, dopo una serie di vicende intricate che si dipanano nell’arco di oltre 400 anni. Lo strappo è stato doloroso e Calendula rifiuta di usare ancora la magia o di insegnare ad Halena ad utilizzare i suoi poteri.

Ma con l’aiuto di un famiglio e di un diario della madre da ragazzina, Halena inizia ad allenarsi da autodidatta. In parallelo, a scuola sta curando i costumi di una rappresentazione teatrale che mette in scena proprio la caccia alle streghe, turbata da una crescente consapevolezza su quanto sia sbagliata la ricostruzione prevalente nella sua comunità di quei fatti storici, e sta stringendo amicizia con il tenero Charlie, che però scopre avere una relazione proprio con la famiglia Kramer.

I nodi vengono presto al pettine, ed arriva il momento del confronto/scontro sia tra Halena e sua mamma, sia tra la mamma e la nonna Sarah, antica e potente strega che sbuca fuori da una dimensione parallela per conoscere la nipote e cercare di portarla via con sè e crescerla in un luogo più sicuro, dove poter esprimere al massimo la sua natura.

Proprio la sera dello spettacolo teatrale si scatena il caos. Halena si troverà presto a dover fronteggiare le intricate dinamiche della sua famiglia e a scegliere, a cavallo tra due mondi paralleli, dove vuole costruire la sua vita di giovane donna e strega. Ma si troverà anche a dover difendere se stessa e chi ama da una nuova minaccia.

Il passato della sua città, infatti, ha echi pericolosi nel presente. Perché la caccia alle streghe non è mai finita: ha solo cambiato nome e strumenti. Ma succede ancora, ogni volta che una donna consapevole del suo potere e del suo sapere finisce sotto attacco da chi vorrebbe spogliarla di questo potere, spegnere la sua voce e schiacciarla dentro uno stereotipo. O un altro genere di gabbia, materiale o immateriale. Questo fa paura più di qualsiasi casa degli orrori del Luna Park. o più che paura, dovrebbe scatenare rabbia e una reazione collettiva, ovunque accada.

In Strega a modo mio, la dimensione personale si interseca con dinamiche familiari non sempre limpide, ad un crocevia tra amore, desiderio di protezione e di controllo dell’altra. Halena farà una scelta di libertà, di integrità e fedeltà verso se stessa, prima di tutto.

Un coming of age dal ritmo gradevole e ben equilibrato, che unisce uno sguardo sull’interiorità della giovane protagonista mentre attraversa una cruciale trasformazione, ad un punto di vista sui processi sociali e storici legati alla stigmatizzazione ed alla persecuzione delle streghe, su uno sfondo fantastico intrigante.

1 Comment

Rispondi