La felicità segreta degli gnomi

Amiche e amici immaginari, eccoci qui con una nuova puntata di Autunno Fantastico!

Questo piccolo libro a figure di cui vi racconto oggi è stato, per me, un colpo di fulmine la scorsa estate, ed è diventato il regalo di compleanno per Gnomo di mezzo quando ha compiuto tre anni.

Se cercate un minimondo nel quale sparire temporaneamente prego, potete entrare tra le pagine de La felicità segreta degli gnomi di Lauren Soloy, edito da Terre di mezzo.

Saltate dentro e venite a conoscere la piccola comunità che abita La Tasca, un luogo segreto che potrebbe essere dappertutto. Lauren Soloy ci regala una reinterpretazione originale e deliziosa della figura dello gnomo (e della gnoma), uscendo dall’archetipo visivo che abbiamo in mente e dando a queste magiche creature le sembianze – molto gradevoli – di fagioli cicciottelli che indossano tutine col cappuccio o, in alcuni casi, cappellini fatti di ghiande.

Ciò che gli gnomi di Soloy mantengono in comune con gli gnomi della tradizione folkloristica è, senza dubbio, un aspetto fondamentale: quello della fusione, della simbiosi con il mondo naturale.

La narrazione, in questo libro, è frammentata in tanti micro episodi, con focus su singoli personaggi, pillole di vita e cucina gnomica, e tavole che sono una sorta di fermo immagine che rappresentano altrettanti tipi di felicità.

Il filo conduttore che tiene insieme e dà linearità alla narrazione sono le lune. Il ciclo delle stagioni, attorno al quale si articola tutta la vita della Tasca, è raccontato seguendo le lune, a partire dalla Luna dei bucaneve, che anticipa l’arrivo della primavera, fino alle Lune del sonno, che per gli gnomi coincidono con il letargo invernale. Ad ogni luna le creature della Tasca vivono esperienze diverse, che si ripetono ritualmente di anno in anno e che vengono, quindi, attese e pregustate.

Dalle fragole che maturano, ai funghi che spuntano, alle oche da salutare mentre migrano in autunno, ciascuna luna ha la sua bellezza e la sua unicità e le tavole terrose e brillanti di Soloy ci accompagnano a scoprirle tutte.

Ognuna di queste piccole creature ha un nome, caratteristiche, interessi e capacità che mette in comune rendendosi utile agli altri. C’è chi fa da babysitter alle uova, chi sa panificare, chi pettina le code agli scoiattoli, chi racconta storie.

Sicuramente una cosa che gli gnomi amano fare è divertirsi. Ma non solo adorano ballare, travestirsi e fare festa: sono anche bravissimi a vedere quello che di magico e bello hanno davanti agli occhi. Vedono lo splendore nella natura mutevole e nella loro vita, lo celebrano come la cosa sacra che in effetti è e se lo godono con ogni fibra del loro piccolo, legumiforme essere.

E questo li rende, tendenzialmente, creature inclini alla gioia e giocose. Tra queste pagine intrise di riti e ritmi è felicemente assente ogni moralismo, ma sono visibili scintille di joie de vivre senza filtri.

A casa (o in classe) vostra gli gnomi sono molto popolari? Avete amato Streghetta Nocciola e state aspettando con ansia il suo sequel? È molto, molto probabile che vorrete prendere la residenza nella Tasca, almeno per un po’!

Gnomi e gnome vanno in letargo e cresce loro la barba. Cozy

Rispondi