E’ arrivata da poco in Italia, in un godibilissimo volume che raccoglie i 3 volumi originali francesi, Le Guerriere della Valle, graphic novel – giustamente – pluripremiata scritta da Jonathan Garnier e disegnata da Amélie Fléchais.
Ecco 3 motivi per tuffarvi subito nelle loro avventure!
1) Un’ambientazione fantasy ricca e articolata
Le Guerriere della Valle è ambientato in un universo fantasy articolato e coerente, dalla bellezza avvolgente, che si dischiude per chi legge poco alla volta nei suoi ricchi dettagli.
Sia l’ambiente, sia gli elementi linguistici, di cultura materiale e la simbologia rimandano ad un mondo medievale di cultura celtica. In lingua originale le protagoniste si chiamano Bergères Guerrières, evocando quindi una società legata alla pastorizia. Non a caso dei simpatici montoni fanno da destrieri alle nostre guerriere.
Siamo in una società matriarcale di fatto, nella quale la maggior parte degli uomini adulti è scomparsa da dieci anni in una guerra il cui esito rimane un mistero. Le donne hanno preso in mano l’organizzazione sociale e la difesa del villaggio, creando un ordine guerriero che recluta e addestra le sue forze fin dalla fine dell’infanzia. Di questo ordina fa parte la nostra protagonista preadolescente, Molly, insieme alle sue amiche e al suo compagno di giochi di sempre, Liam, desideroso di diventare anche lui una Guerriera della Valle e non di rimanere solo un pastore.

Numerosi sono gli elementi magici che si fondono con naturalezza nelle vicende quotidiane: la magia fa parte della vita, streghe e stregoni vivono un po’ ai margini geografici di questa società, in gruppi autonomi oppure no, comunque rispettati e considerati parte normale della società stessa.

Il villaggio ha un suo equilibrio, è una società solidale e compatta che però convive con un pesante lutto collettivo irrisolto: mogli, figli, genitori anziani non hanno mai potuto elaborare la scomparsa dei loro compagni, padri, figli e nipoti. Non hanno potuto trovare pace in una sepoltura, non sanno letteralmente che fine abbiano fatto, come se fossero stati inghiottiti dalle viscere della terra, lasciando un grande vuoto. Minacce esterne incombono su questo piccolo popolo anche sotto forma di malattie e creature che rimandano al mondo del soprannaturale, come la Malabestia, enorme mostro dalle fattezze di un lupo nero, il cui tocco porta un morbo letale.
Gran parte della vicenda si dipana nella dimensione del viaggio: delegazioni del villaggio, composte dalle ragazzine (e ragazzino) nuove reclute e alcuni adulti, si avventurano a più riprese oltre i confini, via via per trovare una cura alla malattia che sta colpendo alcuni di loro, e poi per avvicinarsi sempre più al trovare le risposte che mancano loro sul destino dei loro fratelli, amici, padri e figli.
I paesaggi naturali ci riportano sempre ad una dimensione epica e fantasy. Allontanandoci dal punto di partenza, l’ambientazione si diversifica, fino a condurci alla Capitale, che si affaccia sul mare.
Non mancano luoghi che sono topoi dell’avventura in senso lato: boschi, paludi, grotte sotterranee, che si fanno simbolo del travaglio materiale e interiore dei personaggi.

2) Personaggi costruiti a tutto tondo
Gli autori ci regalano una galassia di personaggi credibili e amabili nella loro varietà umana, legati tra loro da relazioni sfaccettate e talvolta complicate. Negli scambi non manca lo humour e alcuni personaggi secondari sono adorabili nella loro eccentricità.
Molly, la protagonista principale, attraversa le difficoltà della preadolescenza in un contesto nel quale è chiamata ad essere già grande ma per certe situazioni rimane piccola, con le frustrazioni del caso. Scopriamo le sue relazioni con il mondo sociale che la circonda: la condivisione e la sorellanza con le amiche e l’amico Liam, l’occasionale tensione ma anche la profonda complicità che la uniscono alla madre, il vuoto irrisolto lasciato dal padre, la ricchezza della sua famiglia allargata.

Molly è una ragazzina che vive a mille, sicura di sé e determinata, desiderosa di mettersi in gioco e trovare il suo posto. Non è un personaggio monolitico, però: attraversa incertezze, frustrazioni, dubbi, momenti conflittuali, e questo contribuisce a renderla più vera per chi la conosce attraverso le pagine.

In qualche modo si tratta di un romanzo corale, nel quale, man mano, scopriamo di più su tanti personaggi collaterali, con i loro punti di forza e di debolezza.
Anche se il punto di vista principale è quello dei personaggi preadolescenti, molto spazio viene dato anche alle relazioni intergenerazionali e a una varietà di adulti e anziani, ciascuna e ciascuno con le proprie caratteristiche e rappresentato come persona, al di là del proprio ruolo verso la giovane generazione.
Nessuno è un eroe o un’eroina che agisce in solitudine: come in Noi siamo tempesta di Michela Murgia, che vi avevo raccontato anni fa, qui ci si muove come collettività, con le abilità e le vulnerabilità di tutti e ciascuno.
3) Situazioni e temi complessi
Gli autori dimostrano rispetto e considerazione per il loro pubblico di giovanissimi lettori e lettrici, mettendo in scena un intreccio articolato e mettono a fuoco una serie di temi complessi.
Molly e le persone intorno a lei si confrontano, oltre che con una serie di pericoli esterni, con vissuti difficili: il lutto, la perdita, la malattia, la consapevolezza della propria e altrui vulnerabilità, il comprendere che nei comportamenti umani difficilmente tutto è bianco o nero e che gli adulti possono sbagliare o sentirsi impotenti, la difficoltà di gestire il potere senza abusi, e tanto altro.
Niente è edulcorato nel percorso che vediamo affrontare a Molly &co, ma nessuno è lasciato da solo o da sola a gestire il dolore, tutto si affronta e si prova ad elaborare insieme, e questo rende potenzialmente la lettura, se vogliamo, più accogliente anche per lettori e lettrici autonomi più piccoli, per esempio dai 9-10 anni in su.
Le ragazzine e il ragazzino protagonisti sono, comunque, al centro della scena, con le loro emozioni e la loro voglia di essere parte attiva di ciò che succede nella loro comunità.

Garnier, J., Flechais, A. (2022). Le Guerriere della Valle. Tunué