In fuga in camion come Thelma e Louise

Un romanzo incentrato su un viaggio, su una doppia fuga, uscito – ironicamente – proprio nel periodo in cui tutta la nazione era rintanata il più possibile in casa.

Simone Saccucci, autore de La seconda avventura – edito da Giralangolo –  è alla sua prima pubblicazione, ma ha alle spalle vent’anni di lavoro con le storie. Educatore, ha operato in molti contesti diversi – da Scampia a Edimburgo, passando per Guidonia e Sheffield – utilizzando gli strumenti della musica, del canto e dello storytelling con bambini e giovani in difficoltà. E questi elementi sono diventati fili essenziali che si intrecciano nel tessuto di una narrazione al contempo aspra e lieve.

Questo libro fotografa una manciata di giorni. Giorni di viaggio nei quali si incrociano i percorsi di due insolite aspiranti globetrotter. Bianca ha 16 anni e sta fuggendo lungo il corso dell’Aniene, non sa verso dove, noi non sappiamo da che cosa, con il camion del padre, un tir da 10 tonnellate che non sa guidare ancora benissimo. Il suo role model è Iwona, giovane camionista polacca che Bianca segue su YouTube e che incarna, probabilmente, il suo desiderio e il suo bisogno di indipendenza, spazi aperti e libertà. Sulla sua strada Bianca incontra una compagna di viaggio inaspettata: si tratta di Siria, autostoppista anziana e misteriosa  scappata – presto viene rivelato – con la sua sacca a fiori da una comunità di persone con disturbi psichici. Siria si presenta come muta, ma presto Bianca scoprirà che riesce a parlare, anche se a fatica. A differenza della giovanissima protagonista, ha le idee chiare su dove vuole andare: ad Innisfree, isola irlandese cantata da William Butler Yeats. Irritata ma allo stesso tempo incuriosita dalla vecchia signora, Bianca accetta di darle un passaggio, sperando di ottenere da lei qualche soldo per la benzina e i pasti.  Il duo di viaggiatrici risale lentamente il centro della penisola, facendo tappa nel paesino di origine di Siria, che desidera – prima di andare in Irlanda – vedere ancora una volta un amico, Primo. I momenti di scontro si alternano con altri di ilarità e di inattesa leggerezza, mentre una strana connessione inizia a stabilirsi tra le due protagoniste. Interpretare il mistero che circonda la vecchietta, vivace nonostante la sua difficoltà a parlare, diventa una necessità sempre più impellente per Bianca, che inizia a sbirciare, nottetempo, il suo diario per capire chi sia la persona con la quale sta, suo malgrado, viaggiando.

Un pezzo per volta, attraverso il racconto scritto da Siria e attraverso le sue parole, emerge un quadro del suo passato; un quadro intriso di violenza, di buio e di ricerca della luce.  Intravediamo una giovinezza contadina, poverissima a livello materiale ma soprattutto intellettuale e affettivo. Una giovane analfabeta, Maria, che si avvicina al mondo della parola scritta, della poesia ma anche del canto e del raccontare storie, attraverso l’incontro con un amico speciale, che la aiuta ad imparare a leggere e le dà un nuovo nome che richiama luce e splendore. Una giovane sposa soggiogata dal marito, che si fa sempre più geloso e possessivo. Una donna accusata dell’omicidio di quel marito così brutale da averla resa muta in un episodio di violenza, uno di tanti. Solo nel canto, scopre Bianca, Siria ritrova pienamente la sua voce.

Nel frattempo, Bianca, divorando chilometri e sbrogliando la matassa delle vicende di Siria, lascia spazio – a tratti –   a quella ferita fresca e dolorosa che ogni tanto le toglie il respiro. Cerca di contattare la madre, ci litiga, è attraversata da flashback, canalizza le sue emozioni furibonde e contrastanti nella poesia.
Quello di  Bianca e Siria non è stato un percorso facile prima di partire, e non lo sarà neanche adesso: entrambe hanno chi le sta cercando, danno parecchio nell’occhio e basta un contrattempo perchè il viaggio rischi di interrompersi. A complicare ulteriormente la  situazione, si unisce a loro un altro viandante inquieto e in fuga che improvvisamente si eclissa lasciando  con Bianca e Siria la sua bambina. Il finale, relativamente aperto, ci lascia con il dubbio di quale sarà il futuro della vecchietta fuggitiva: riuscirà a trovare, magari con l’aiuto della giovanissima amica, un posto tutto suo, uno spazio di serenità e dignità che le appartenga davvero?

Saccucci ci accompagna con una scrittura tersa sulle orme di Bianca e Siria, in un tragitto ‘on the road’ poco spensierato eppure dai grandi orizzonti, che – nella migliore tradizione dei romanzi di viaggio – diviene un’esplorazione interiore, un’avventura nel tempo più che nello spazio. Lasciando sfiorare tra loro i destini di persone dalle traiettorie altrimenti molto distanti, senza paura di portarci in luoghi difficili, all’interno di temi duri.

 

Saccucci, S. (2020). La seconda avventura. Giralangolo, EDT.
Età consigliata: dai 14 anni.

 

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