Punto di partenza

Estate 2018. Fa caldo e succede di tutto. Ne ho la nausea e le scatole piene. Dei discorsi di odio vomitati a favore di telecamera per collezionare like, dei muri, delle gabbie per bambini ispanici, delle ripicche sulla pelle di gente bloccata in mezzo al mare, dell’ignoranza che si trasforma in episodi di violenza per la strada, delle minacce agli attivisti LGBT, di chi cammina come un bulldozer sui diritti umani.

La mia prof.di biologia del liceo diceva che non bisogna usare impropriamente la parola schifo. Per esempio…
Uso improprio > Mi fanno schifo i carciofi (senza offesa per i carciofi eventualmente in ascolto)
Uso proprio > Mi fa schifo questa cultura feroce, in confronto alla quale ‘homo homini lupus’ era una vignetta di Paperino Mese.

Credo fortemente che l’empatia, l’immaginazione narrativa, nelle parole di Martha Nussbaum, possa e debba essere insegnata da piccoli, mentre si impara a respirare, a giocare, a stare con gli altri.

La capacità di indossare (mentalmente) le scarpe di altri diversi da sé, con strade differenti alle spalle; di ascoltare e immaginare sentimenti, emozioni, vissuti di altri, di sintonizzarsi sulla nostra comune umanità. Secondo Nussbaum, la letteratura è uno strumento estremamente utile per incentivare questa abilità, negli umani di ogni età.

What goes into children’s minds is our responsibility, just as much as what goes into their stomachs [Peter Hunt]

Sono una nerd della letteratura per l’infanzia a prescindere, perché non ha mai smesso di emozionarmi, perché quando è di alta qualità sa toccare e scuotere lettori di ogni età, come tutta la letteratura, e per tanti altri motivi. Ma oltre a questo, credo nel suo potere e nella sua responsabilità. Credo che sia una componente essenziale dell’immaginario collettivo (come sostengono Emy Beseghi e Giorgia Grilli) e che, veicolando per forza di cose valori, stili di vita, visioni del mondo di chi la scrive (e illustra), abbia intrinsecamente un’influenza sui giovanissimi lettori, offrendo loro rappresentazioni del mondo e spesso rispecchiando – quando è davvero letteratura – la sua complessità e le sue contraddizioni.

Viviamo immersi in un mondo complesso e attraversato da una miriade di messaggi contrastanti; in cui tematiche come l’uguaglianza di genere e la convivenza nella diversità, in generale, sono al centro di un profondo conflitto culturale. C’è movimento, c’è dibattito, ci sono trasformazioni in corso, e allo stesso tempo c’è resistenza a cambiamenti che ad alcuni fanno paura, c’è chi si arrocca su posizioni identitarie a oltranza, un’ipersemplificazione manichea di un pianeta che non può essere semplificato.

Estate 2018. Fa troppo caldo per me, che a livello di termoregolazione dovrei essere nata in Scozia, e c’è troppa rabbia fuori.  Ho discusso da poco in Svezia una tesi di master che mi ha appassionato, sul tema della letteratura per l’infanzia come strumento (contestato) di trasformazione sociale, nel contesto del dibattito sollevato dagli attivisti ‘anti-gender’. Ho studiato i libri di due piccole ma combattive case editrici indipendenti italiane, Lo Stampatello e Settenove, e ho avuto l’opportunità di parlare con le loro fondatrici. Vorrei vincere una lotteria per continuare  a studiare e a scrivere per sempre, ma questo è un altro discorso.

Il punto di partenza è questo. Un mondo senza empatia e senza capacità di leggere la complessità, per me, è un mondo senza speranze.

Ho voglia di tirare fuori la mia voce, e per adesso ho voglia di farlo scrivendo di qualcosa che amo. E occasionalmente, anche del mondo fuori da quelle pagine.

Se siete curiosi…

Beseghi, E. e Grilli,G. (2011). La letteratura invisibile. Infanzia e libri per bambini. Roma: Carocci editore.

Hunt, P. (2009). Instruction and Delight. In: J. Maybin and N.J.Watson (eds), Children’s Literature. Approaches and Territories. Palgrave MacMillan.

Nussbaum, M. (1997). Cultivating Humanity. A Classical Defense of Reform in Liberal Education. Harvard University Press. Ed.italiana (1997): Coltivare l’umanità. I classici, il multiculturalismo, l’educazione contemporanea. Carocci editore.

 

 

 

 

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