L’autunno è qui – soprattutto, qui nelle attese e nei desideri di noi che non ne possiamo più dell’estate infinita. Personalmente bramo e invoco il freddino al mattino, la tisana in mano, le zucche, le foglie che scricchiolano sotto le scarpe, le scarpe nei piedi invece dei sandali, le castagne d’India in tasca, la felpa, la fine del supplizio dell’estautunno e l’inizio della bella stagione, quella vera.
Mentre aspettiamo e speriamo che i bollettini meteo facciano avverare i nostri sogni felpati, possiamo però tuffarci ufficialmente nell’Autunno Fantastico: una mini serie di spuntini di lettura che ruotano intorno questo genere, e che spaziano un po’ tra i libri a figure, i romanzi e i fumetti.
Un’altra cosa da fare è organizzarsi per partecipare, venerdì 16 ottobre, alla manifestazione nazionale per il clima indetta da Fridays for future.
Iniziamo l’Autunno Fantastico con un albo uscito da pochissimo in Italia grazie a Topipittori. Chi sa dov’è la classe del Signor Notturno?, di Chris Priestley e Mariachiara Di Giorgio, arriva proprio in coincidenza con l’inizio dell’anno scolastico.

Le scuole fuori orario di punta mi hanno sempre affascinato. Non a caso una delle scene romantiche più indelebili della mia preadolescenza è quella di Caro maestro nella quale i protagonisti – interpretati da Elena Sofia Ricci e Marco Columbro – rimangono chiusi dentro la scuola per sbaglio una notte di temporale. Non avrà fatto la storia del cinema, ma che importa? Prima di Jack e Rose nella stiva del Titanic per me c’erano Elisa e Stefano nell’aula insegnanti, con fuori tuoni e fulmini.
Qui autore ed illustratrice danno vita ad un viaggio surreale, tra il perturbante e il meraviglioso, che si snoda proprio su e giù per le scale e tra i corridoi di una scuola decisamente labirintica.

Stella (Grace nell’originale) frequenta da pochi giorni una nuova scuola. È una bambina alla quale piace rispondere alle domande. Quando la maestra cerca un volontario per riportare un libro nella classe del Signor Notturno, automaticamente Stella alza la mano. Non sa dove sia questa classe, in realtà, ma è fiduciosa: troverà qualcuno a cui chiedere indicazioni.
La bambina inizia, così, ad avventurarsi tra scale infinite, aule deserte e un po’ inquietanti e corridoi in penombra, tra incontri curiosi e scoperte oltre ogni immaginazione.

Mentre cerca l’aula del Signor Notturno, Stella si affaccia sugli spazi di questa scuola enorme e sorprendente, nella quale l’architettura che ti aspetteresti si apre a scenari inattesi e favolosi, accoglienti e al contempo un po’ creepy.

L’ordinario e lo straordinario convivono e si fondono con nonchalance tra le tavole oniriche che ci accompagnano a seguire il percorso di Stella, ricche di particolari deliziosi.

Stella esplora questo spazio fantastico senza scomporsi troppo, tutto sommato a suo agio nello stravolgimento di ciò che è familiare, di ciò che è ragionevole aspettarsi, beh, tra le pareti di una scuola.
E mentre cerca il signor Notturno, in qualche modo, accoglie il mistero, mentre lo attraversa se ne lascia attraversare. Sotto sotto, forse, elettrizzata nel realizzare che, in una scuola così poco convenzionale, la sua avventura è appena iniziata.

In questo momento nel quale ci sono voci che vorrebbero rendere la scuola sempre più uniforme e unidimensionale, sempre più omologante e conservatrice – c’è chi delira parlando di ‘educazione militare’ e questa deriva va fermata – non posso che augurare a bambine e bambini, ragazze e ragazzi di essere Stella.
Di avere la fortuna di incontrare sulla propria strada persone e contesti che alimentino in loro la scintilla, il mistero, la curiosità, un pensiero che sappia andare anche a zigzag o nel sottosuolo, lo slancio di fare un salto quando è necessario.
Buona fortuna, Stella!