Io e tutti

Nel panorama un po’ stagnante di libri per l’infanzia “sulle emozioni”, spesso non di grande qualità e quasi sempre non di letteratura, ecco una finestra aperta su una meravigliosa giornata di vento.

Io e tutti di Ylva Karlsson e Sara Lundberg (Orecchio acerbo editore, traduzione di Maria Valeria D’Avino) è un libro a figure che mette al centro in una forma originale l’idea di proiettarsi nelle vite degli altri e di immaginarsi in vite diverse dalla propria. Si dipana come un viaggio che inizia da una bambina e che ci porta, da un bambino all’altro, a percorrere un cerchio narrativo che si chiude nello stesso punto di partenza.

Ad iniziare è Olivia, che sta andando a scuola in moto con la mamma, in mano una scimmietta di plastica da fare vedere ai suoi compagni. Nel suo tragitto incrocia una scolaresca in visita, probabilmente, ad un fattoria, raccolta intorno ad una mucca, ed immagina di essere il bambino sdraiato sul suo dorso.

Ed ecco che passiamo al punto di vista di Musse, che sta assaporando la sensazione di essere sopra la mucca e non vorrebbe scendere più, mentre nel sottofondo sente il brusio della sua classe che fa il pranzo al sacco e le voci dell’allevatrice e di suo nonno che parlano di mucche in due lingue diverse. Musse vede un bambino su un trattore in un campo vicino e immagina di essere nei suoi panni.

E così via, di bambina in bambino. Incontriamo, per una manciata di secondi, dieci giovanissime persone che ci prestano il loro sguardo, ci lasciano affacciare su un pensiero, una sensazione, un’emozione di quel momento. Ci lasciano intravedere un desiderio, un moto interiore, un’idea mentre prende forma.

Sono bambine e bambini alle prese con le attività, i vissuti, i momenti della vita più diversi. Chi sta facendo i conti con sentimenti complessi legati alla migrazione, chi si confronta forse per la prima volta con un lutto, chi con un’identità non immediata da spiegare agli altri. Chi sta, semplicemente, vivendo un istante quotidiano, di intimità, di gioco con una persona cara. Chi si sta annoiando e sta bisticciando. Chi sta attraversando il paese, in viaggio, e osserva il mondo circostante.

Karlsson e Lundberg ci regalano una manciata di istantanee intense, dieci sguardi d’infanzia e, indirettamente, sull’infanzia, in un gioco ad incastri che ci riporta ad Olivia, probabilmente al pomeriggio e alla fine della sua giornata a scuola, che gioca con una rana nel giardino di casa. Da una tavola all’altra, il tempo della giornata scorre, gli istanti di vita si susseguono, fluidi, collegati l’uno all’altro da un pensiero curioso, un salto della mente verso chi vive una vita diversa dalla propria.

Un lavoro inondato di una luce nordica  che abbraccia e sottolinea e rende vivido ogni dettaglio.

Un libro ben costruito, da godere insieme a bambini e bambine così com’è. Senza condirlo con discorsi sulla diversità o l’inclusione. Ascoltando la sua bellezza intensa che parla da sola.

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