Si sta per concludere febbraio, che è anche il mese in cui si svolge il Black History Month, e allora per chiudere il mese in bellezza, eccomi qui con un romanzo potente, che è il seguito di un altro libro dal grande impatto.
Parliamo di Concrete Rose di Angie Thomas, edito da Rizzoli. Un prequel che esplora il passato di un personaggio chiave di The Hate U Give: Maverick Carter, il padre della protagonista, la sedicenne Starr.
In questo volume, che si può leggere anche indipendentemente da The Hate U Give, Thomas ci porta a fare un salto indietro di 17 anni e ad incontrare Maverick da ragazzino, in un periodo chiave nel quale tutta la sua vita viene stravolta.
Se The Hate U Give ha come tema al centro del suo ricco intreccio la violenza della polizia e il razzismo istituzionalizzato, qui lo zoom si sposta su una dimensione familiare e comunitaria, mantenendo come sfondo lo stesso quartiere fittizio di Garden Heights, in una metropoli statunitense che non viene nominata.
Siamo alla fine degli anni Novanta e le gang dei Garden Disciples e dei King Lords si contendono il traffico di droga e il controllo del territorio a Garden Heights.
Maverick vive con la mamma, che sbarca il lunario con due lavori. Ha ereditato da suo padre,in carcere da quando era piccolo, l’affiliazione ai King Lords, che sono, per lui,una sorta di seconda famiglia di fatto. Una famiglia che ti protegge, sì, ma che può anche farti del male se ne tradisci le aspettative. Il nostro protagonista è all’ultimo anno delle superiori, ha iniziato a spacciare all’insaputa della madre, è innamorato della sua ragazza, Lisa, e non ha grandi progetti.
Tutto cambia quando un test del DNA rivela che Maverick è diventato papà di un bimbo di pochi mesi, un bimbo che non è della sua ragazza, ma è nato da un rapporto casuale avvenuto quando lui e Lisa si erano lasciati. La giovane mamma viene da una situazione familiare instabile e, in piena crisi, lascia a lui il bebè, sostanzialmente scomparendo per mesi.
Tutto cambia, appunto, per questo 17enne relativamente spensierato. Che però fa un passo da grande: si assume da subito la responsabilità del piccolo, e impara da zero come prendersene cura.
La fortuna di Maverick è la piccola comunità che ha intorno. La madre, che lo obbliga a fronteggiare le sue responsabilità e a gestire in prima persona il bambino ma lo sostiene, il cugino Dre, che è un po’ un fratello maggiore, il negoziante di quartiere che per toglierlo dalla strada ed aiutarlo gli offre un lavoro dopo la scuola.
E così, con grande fatica, Mav si tuffa nella sua nuova vita. Affronta la rottura con Lisa, che cerca con delicatezza di riconquistare, si lascia guidare da chi ha vicino, smette di spacciare e accetta con una certa grazia, anche se stravolto e in debito di sonno, questa svolta del destino.
Ma anche se il nostro protagonista cerca di tenersi ai margini delle attività della gang, la realtà arriva chiedendo brutalmente il suo tributo. Quando una persona a lui cara viene uccisa, Mav ne soffre moltissimo e rischia di scivolare a sua volta in una spirale di violenza. Perché le regole delle gang sono chiare, ed esigono vendetta.
Nel frattempo, arriva un’altra sorpresa, e il poco equilibrio che Mav stava raggiungendo rischia di crollare del tutto. Mettendolo davanti alla necessità di scegliere chi vuole diventare, facendo i conti con la pesante eredità del padre e con l’impatto che le sue scelte hanno avuto sulla famiglia.
Concrete Rose – che omaggia, nel titolo, la rosa nel cemento cantata da Tupac – esplora, con tante sfumature, le potenziali catene della mascolinità in un contesto in cui è strettamente regolamentata. Lo fa delineando con sensibilità ed umorismo un microcosmo di personaggi che sembra di conoscere in carne ed ossa, con molte sfaccettature psicologiche, ferite da curare e tanta tenerezza e vulnerabilità pronte ad affiorare appena sotto la superficie.
La scrittura di Angie Thomas fa trapelare amore ed empatia per questi adolescenti ingenui e disincantati, ruvidi e dolcissimi, e rispetto per la loro dignità e per il loro coraggio di immaginarsi un futuro, in una società pronta a stigmatizzarli e archiviarli con etichette prestabilite.
Per chi ha amato The Hate U Give sarà un dono poter conoscere un pezzetto in più di questo mondo e un pezzetto in più di storia di questa famiglia.