Quando Findus era piccolo

E’ arrivato qualche mese fa nelle librerie italiane, nell’edizione Camelozampa, un nuovo titolo della fortunatissima serie di Pettson e Findus, nata dalla penna di Sven Nordqvist e portata in Italia da Camelozampa. Si tratta di Quando Findus era piccolo: un capitolo molto speciale, uscito in lingua originale nel 2001, che ripercorre, in retrospettiva, il racconto di quando i due si sono incontrati. Una storia che al gattino piace moltissimo farsi raccontare ancora e ancora, e che ai piccoli lettori e lettrici piacerà molto ascoltare.

Facciamo, quindi, un passo indietro, ed incontriamo Pettson prima di Findus: un omino che ha tutto quello di cui ha bisogno, ma si sente solo. Parlare ogni tanto con i vicini e un paio di volte al giorno con le sue svampitissime galline non gli basta a mitigare una forte malinconia. Finché, un giorno, la sua vicina gli propone di prendere un gatto, e poi attiva con una scatola di pisellini surgelati con dentro…proprio lui, il minuscolo Findus!

Tra i due scocca subito la scintilla, e le giornate di Pettson si trasformano. Ora al centro c’è il micino, che lo tiene occupato con giochi e piccoli guai ed al quale l’omino parla tantissimo, raccontandogli storie della sua vita, dagli antenati a tutte le mucche che ha conosciuto e leggendogli giornali e rotocalchi. Fino al giorno in cui, sorprendentemente, Findus pronuncia le sue prime parole. Vuole dei pantaloni a righe, e Pettson glieli confezionerà subito, proprio con la stoffa nella quale il gattino era avvolto quando è arrivato.

Una mattina, Pettson si sveglia avvolto da uno strano silenzio, come prima che Findus entrasse nella sua vita: il gattino è scomparso! Il narratore onnisciente ci accompagna, qui, a seguire due punti di vista: quello dell’omino, che cerca ovunque il piccolo Findus, e quello del micio, che, in realtà, è bloccato dalla paura in giardino, a pochi passi da Pettson, e non sa come chiamarlo in suo aiuto. Saranno, inaspettatamente, gli gnauli – le piccole creature misteriose che spesso vediamo spuntare tra i cassetti e gli anfratti della casa di Pettson – a trovare una soluzione creativa.

Nordqvist conferma tutto il suo talento in questo incantevole antefatto che si inserisce perfettamente nella serie, dandole ancora più tridimensionalità e calore. Il ritmo è gradevole, i personaggi sono, come sempre e forse ancora di più, delineati in modo delizioso e la loro casa è un mondo a sè, piena zeppa dei più variegati, imprevedibili, pittoreschi ammennicoli in ogni angolo. Bizzarra, vissuta, accogliente come il suo pacato proprietario. Un caos brulicante e surreale nel quale ogni cosa può avere molte vite e ognuno può trovare il suo posto, ispirato all’autore dai suoi ricordi d’infanzia nella Svezia rurale degli anni Cinquanta.

Le mie preferite di questo volume sono le tavole nelle quali Nordqvist rappresenta la frenetica attività del gattino, facendolo comparire nella stessa scena in tanti punti diversi per rendere l’idea di quanto sia trottolino e un po’ pazzerello, come sanno esserlo i cuccioli. E quelle con le galline, semplicemente meravigliose.

Questo è uno di quegli albi nei quali non succede niente di eclatante, ma al contempo succede tutto. Qui vediamo nascere e prendere forma il legame che unisce i nostri due protagonisti, ed è qualcosa di fondamentale – e tenerissimo – per chi ama la serie, che aggiunge ulteriore sostanza e tridimensionalità a questo duo.

Sven Nordqvist, Quando Findus era piccolo (trad. Samanta K. Milton Knowles). Camelozampa, 2025

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