Mi sono resa conto di avere un debole per un topos narrativo piuttosto diffuso nella letteratura per l’infanzia e l’adolescenza. Quello della ragazzina orfana (o a volte no) che si ritrova a dover vivere con una, o talvolta due, zie o altre lontane parenti molto eccentriche, spesso sconosciute fino ad un attimo prima. Questa zia, o queste zie, quasi sempre vivono una qualche situazione di marginalità positiva rispetto al loro contesto sociale. Tipicamente, ma non sempre, sono streghe, o rivestono in qualche modo un ruolo di potere sconosciuto ai più.
Non è esattamente questo il caso di Raina, protagonista del libro a fumetti Mia zia è un mostro di Reimena Yee, autrice malese con base in Australia, già conosciuta in Italia per Un tè con gli spiriti, edito sempre da Tunuè. Ma quasi.

Raina, cieca dalla nascita, ha undici anni ed è cresciuta circondata dall’amore e dalle storie lette ad alta voce dai genitori, proprietari di un libreria per bambini. Raina sogna un futuro ricco di avventure. Ma quando i genitori muoiono in un terribile incendio, il mondo le crolla addosso.
Come vuole, appunto, il topos, salta fuori una lontana parente, ricca e misteriosa, disponibile a prendere con sé la bambina. Intorno alla “zia” Walteranne Francy aleggiano diverse leggende. Pare che sulla collina dove vive si trovi un mostro. La zia accoglie Raina con gentilezza e calore e condivide con lei i racconti di tanti anni di esplorazioni alla Indiana Jones in giro per il mondo, alla ricerca di stranezze e curiosità dei quali scriveva nella sua rivista.
La zia racconta a Raina di essere rimasta sfigurata e di essersi ritirata a vita privata dopo un incidente avvenuto nell’ultimo dei suoi viaggi. Solo che noi, leggendo il fumetto, vediamo che la zia non è solo sfigurata, ma ha proprio un aspetto, beh, molto particolare.
Raina si sente accolta dalla zia e dalla sua formidabile governante, ed inizia a familiarizzare con la sua nuova dimora. La zia comprende il suo desiderio di avventure, e le promette che quando sarà più grande troverà il modo di aiutarla a vivere la vita che desidera. Avvertiamo, chiaramente, in lei un dissidio. Si intuisce che il desiderio di accogliere il desiderio della bambina si scontra, nella zia Fancy, con il suo istinto a nascondersi, che l’ha portata letteralmente a scomparire dalla scena sociale negli ultimi otto anni.

Arriva, però, il momento di sfidare ogni resistenza: la zia e la governante decidono di partire, per risolvere una questione rimasta aperta, che potrebbe generare gravi conseguenze a catena. E Raina partirà con loro, per un viaggio favoloso e per una grande avventura nella quale assaporare, in tutti i modi possibili, la bellezza e la diversità del mondo.

Dentro questa esplosiva graphic novel in technicolor troverete molto humour, enigmi, istituzioni improbabili, colpi di scena, e al contempo vedrete snodarsi i percorsi interiori di zia e nipote rispetto alla consapevolezza dei propri limiti, paure e desideri, e vedrete prendere forma una famiglia per niente convenzionale e una rete di legami inattesi.
Naturalmente, scoprirete anche la causa della trasformazione di zia Fancy, e il potere collegato al suo corpo da “mostro”.


L’universo creato da Yee vede convivere con naturalezza, in una sorta di realismo magico, elementi del mondo convenzionale con aspetti soprannaturali. La disabilità di Raina si integra nella narrazione senza essere tematizzata come un problema da risolvere o da superare attraverso poteri speciali. Leggendo recensioni in inglese, emerge la presenza di un personaggio non binario, “lost in translation” nell’edizione italiana, immagino, per le difficoltà di tradurre i pronomi they/them che non hanno un vero e proprio corrispettivo nella nostra lingua. Anche se tra le righe si potrebbero immaginare dei trascorsi sentimentali tra alcuni dei personaggi, il focus rimane sulle relazioni familiari e di amicizia. In generale, la costruzione dei personaggi è piacevole, ricca di sfumature nonostante il ritmo sostenuto e tridimensionale.
Il ritmo a tratti mi è sembrato fin troppo accelerato, soprattutto verso la conclusione dell’avventura, nella quale la velocità va un po’ a sabotare la chiarezza nello scioglimento. Un elemento che si potrebbe migliorare in un eventuale sequel; ad eccezione di questo aspetto la struttura narrativa complessivamente risulta fluida e molto godibile, dal mio punto di vista, per lettrici e lettori a partire dai 9-10 anni.