Accadde a Salem

Una cosa che mi piace ripetere sempre, perché non si sa mai, degli albi illustrati, è che non hanno una scadenza. A differenza dello yogurt, possono farsi gustare all’infinito nel tempo dallo stesso lettore o dalla stessa lettrice. E possono avere qualcosa da dire, spesso, a persone di diverse età, molto oltre la ‘scadenza’ che spesso viene loro attribuita.

Alcuni, però, vengono scritti e disegnati proprio per i grandi. Per raccontare una storia attraverso il linguaggio delle immagini, che si intrecciano alle parole, le une indispensabili alle altre.

Questo è il caso di Accadde a Salem di Jonah Winter e Brad Holland, edito da Settenove nella traduzione di Guia Risari.

Un albo forte e a tratti angosciante – volutamente disturbante, oserei dire – che si rivolge, a mio vedere, a persone giovani e adulte e che potrebbe diventare uno strumento prezioso, per esempio, nelle classi delle scuole superiori per attivare delle discussioni anche sulla contemporaneità.

La storia alla quale gli autori fanno riferimento è quella, tristemente nota, dei processi per stregoneria di Salem. Questa pagina buia della storia ci viene restituita in una rielaborazione contemporanea, dall’impatto visivo potente, che mette direttamente, in modo provocatorio il lettore e la lettrice di fronte a ciò che è successo. E chiedendo proprio a lui e a lei di provare ad immergersi nelle dinamiche sociali di questa vicenda e a chiedersi che ruolo avrebbe giocato.

Potrebbe accadere ovunque, in qualsiasi momento.

L’albo si apre così, con una premessa che esplicita da subito le possibili connessioni con la contemporaneità, l’eventualità che la storia si ripeta. Perché al centro di questa particolare vicenda gli autori evidenziano un elemento, per così dire, universale che fa parte delle società umane di ogni epoca: quel meccanismo di gruppo per cui l’invidia, lo scontento, il risentimento di alcuni si trasformano in dicerie maligne, in accuse false, pesanti come macigni, che finiscono per distruggere la vita di chi ne diventa bersaglio.

Una comunità a maglie strette che diventa preda dell’isteria collettiva, e finisce per divorare, come un mostro, i suoi membri più vulnerabili, in un tornado di follia feroce che può travolgere chiunque.

Lo stile delle illustrazioni, dal taglio cinematografico, si colloca magistralmente al confine tra una raffigurazione realistica – nell’abbigliamento, nelle ambientazioni accennate – del periodo storico dei processi di Salem, con tocchi che evocano un omaggio alla pittura fiamminga, ed una rappresentazione che ammicca al pop con sfumature inquietanti.

Una rappresentazione che, in alcune tavole, diventa realistica in modo raggelante, mostrando esplicitamente le conseguenze estreme di quanto è accaduto a Salem – e in altri luoghi del mondo, compresa l’Italia all’epoca della caccia alle streghe. Alcune scene mostrano impiccagioni e strumenti di tortura, lo sottolineo anche per ribadire che non si tratta, a mio vedere, di un libro per bambini, ma di un’opera da maneggiare con attenzione se proposta ad adolescenti e giovani adulti.

Tantissimi percorsi potrebbero partire da questo snodo. Con ragazzi e ragazze si potrebbe spaziare dal patriarcato e la misoginia nella storia, alle fake news, all’evoluzione dei diritti umani, ad approfondimenti sulla psicologia e la sociologia delle masse o sull’hate speech nei social media.

Senza contare, naturalmente, le strade che si potrebbero prendere analizzando un’opera come questa in una lezione di storia dell’arte.

Winter, J., Holland, B. (2025). Accadde a Salem. Edizioni Settenove, traduzione di Guia Risari.

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