Ti ricordi?

Quando esce un nuovo albo di Sydney Smith, beh, che sia un libro di valore è una certezza. Non per niente, stiamo parlando di un artista che ha vinto il Premio Hans Christian Andersen 2024. Quello che non sai è dove ti porterà, nello spazio e nel tempo, ma nel dubbio metti due cose nello zaino e parti.

Ti ricordi? è il secondo lavoro che lo vede sia come autore sia come illustratore. Il primo è stato Piccolo in città, sempre pubblicato in italiano da Orecchio acerbo editore, un albo che personalmente ho amato molto e che gli è valso vari riconoscimenti. Qui Smith ci regala una narrazione intima, sussurrata e intensa, attraverso un impianto visivo cinematografico nel quale si alternano due punti di vista.

È mattina presto ed è ancora buio in città, quando un bambino e sua mamma, vicini nel lettone, sono già (o ancora) svegli e si scambiano ricordi. E a noi sembra di vedere questi scorci vividi di storia personale come se fossero le diapositive di un tempo, proiettate sul muro, traballanti, commoventi, capaci di evocare suoni, odori, sensazioni tattili. Un picnic in campagna, un capitombolo in bici, un temporale: sono frammenti limpidi e caldi di vita quotidiana da raccogliere e conservare con estrema cura.

Madre e figlio, lo capiamo presto, stanno attraversando un momento di frattura. Dopo aver lasciato la loro casa e soprattutto il papà che non vivrà più con loro, dopo un lungo viaggio, stanno per iniziare una nuova fase di vita.

Il buio si dirada, il bagliore dell’aurora si riflettono sui visi dei nostri protagonisti. E mentre il sole sorge sul profilo della città, il bambino sbircia fuori dalla finestra, annusa l’odore del pane sfornato dal forno in strada. Con un piccolo gesto potente lascia entrare la luce nella stanza e cerca di catturare al volo un istante preciso. Stiamo vedendo nascere un ricordo. Quello del primo risveglio nella nuova casa.

Questa che Sydney Smith mette nelle nostre mani è una scatola di emozioni stratificate nel tempo. È anche la fotografia di un piccolo ma saldo nucleo familiare che sta fronteggiando un tempo di metamorfosi, ma che ha in sé la forza e la complicità necessarie per ricrearsi senza perdere il proprio baricentro.

Questo bambino sta, probabilmente, vivendo un profondo cambiamento che porta con sé aspetti dolorosi. Ha, però, dalla sua parte una scorta di amore, di fiducia e consapevolezza che gli basterà ad arrivare dall’altra parte del fiume senza perdersi. Sa far entrare la luce.

Un racconto delicato che potrà toccare corde profonde in lettori e lettrici in varie tappe della vita.

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